Hard Adventure

- Una persona di grandi esperienze e con una spiccata sensibilità come la sua è senz’altro la più indicata per questo tipo di indagine - mi dice il direttore, mellifluo, al telefono.
- E poi, vuol mettere un’opinione espressa da lei a confronto di quella di un "qualsiasi esperto di distribuzione"? Un altro spessore, un’autorevolezza indiscutibile - e via di seguito. Per farla breve, mi sono lasciato convincere e "l’Operazione Discount" mi è piovuta addosso senza quasi che me ne rendessi conto.
- Mi piacerebbe che lei verificasse la presenza di vini a denominazione d’origine in questi punti vendita; si dia un’occhiata in giro; faccia caso alle persone che li acquistano: tragga le sue conclusioni -
aveva aggiunto rassicurante. L’ultimo sabato d’agosto, quando ormai le vacanze volgevano per tutti al termine e la città si era nuovamente popolata, ho coinvolto l’avvocato Nascetti nell’impresa. E’ passato nel primo pomeriggio a prendermi con Livio - il figlio di un suo cugino che gli fa da autista - e ci è venuta l’idea di telefonare a Fava (il colonnello Fava, grande amico e superbo giocatore di tarocchi).
Convinto anche lui ed infilatolo in macchina pochi minuti dopo, siamo così partiti, risoluti e volitivi come non mai, verso l’obiettivo.
Abbiamo percorso quattro volte, nei due sensi, lo stesso tratto di tangenziale e siamo arrivati nell’ordine: nel parcheggio della manifattura tabacchi, all’ingresso merci della fiera e davanti alle prigioni.
Di ritorno dall’ultimo insuccesso, mentre la discussione stava decisamente salendo di tono - La prossima a destra; no, ancora dritto; vi dico che l’abbiamo già passato; stai attento alla rotonda - ci siamo ritrovati in una fila che, senza nessun ulteriore apporto logistico da parte nostra ci ha condotti, lenti ma sicuri, proprio nell’hard discount che cercavamo.- Perchè non lo guida lei il carrello - mi dice Fava che, a causa di una cannonata tirata non si sa bene da chi, ha lasciato un piede in Albania e claudica un pochettino.- Potrebbe pensarci Livio - dico io.
Ma Nascetti interviene deciso - Non è assolutamente possibile. Lui rimane in macchina. Non vorrei che ce la rubassero. E poi, mio caro, è lei alla guida di questa spedizione: il carrello è suo d’autorità!-
Decisi come i tre moschettieri ci siamo quindi infilati nella bolgia ostentando sicurezza e determinazione di cui senz’altro difettavamo non poco.Nostro obiettivo erano gli scaffali dei vini, si sa, ma arrivarvi non è stato facile. Il Nascetti s’è perso subito in mezzo agli scatoloni vuoti dei formaggi e una ventina di metri più avanti è stato Fava a trovarsi in difficoltà, invischiato in un’enorme pozzanghera di yogurt precipitato da una spropositata rastrelliera.
Io sono invece riuscito a raggiungere il settore dei vini e cercando di osservare la tipologia degli acquirenti, che definirei come "non-meglio-identificata-umanità-varia", ho caricato nel carrello quattro bottiglie, tutte a Doc, rispettivamente di Orvieto, Bianco di Pitigliano, Soave e Verdicchio.
Non sono però in grado di esprimere un parere sulla qualità dei vini acquistati perchè due bottiglie si sono rotte nella calca delle casse mentre aspettavo gli amici e le altre, con il resto della spesa, le abbiamo perse insieme al carrello mentre cercavamo di ritrovare Livio. Mi duole dirle, caro direttore, che non accetterò in futuro incarichi che prevedano, come si suole dire, la mia presenza sul campo.

S. Giovese – agosto 1996