Rubrica quasi periodica di nefandezze e stranezze di cronaca bolognese

  fuori di testa
a cura di Giorgio Benedetti


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Gennaio 2005

Anno nuovo ma i bolliti non calano. Anzi! La cattiveria purtroppo dilaga e nonostante siano stati “assunti 9229 docenti di religione” (sic!) che avranno anche frequentato “un corso anti-diavolo” organizzato dal Sacro Collegio Episcopale, ci giunge ahinoi! notizia che un “incendio doloso distrugge una scuola dell’Opus Dei” e “alcune suore sono rapinate nel convento”: c’è veramente di che sbattezzarsi. Nemmeno i nostri cugini animali sono esenti da stramberie e crudeltà. "Un “cane supera la paralisi grazie alla terapia” e di ciò siamo felici, così come sorridiamo per un “toro entra al ristorante” e ci chiediamo se gli hanno fatto pagare il coperto. Peggio è andata ad un “cervo arrivato in città: lo abbattono” ed anche a quei “polli destinati al fast food asfissiati nella camera a gas”. Si è invece sicuramente divertito quel tipo che “allo zoo cavalca nudo i coccodrilli” che forse avevano pranzato col toro ed erano sazi. L’arte di arrangiarsi non conosce confini: “per arrotondare smontano una casa intera” e “ricettavano deodoranti” sono chiari esempi di malavita artigianale. Concludiamo con due esempi di sfiga cosmica. “Mette il tagliando in lavatrice: a causa del biglietto sbiadito perde 250.000 euro” non ha bisogno di troppi commenti per immaginare la rabbia e lo sconforto. Sicuramente originale ci appare un individuo “ rapinato da indiani in città”. Era Cinecittà o aveva sbagliato treno ed era finito a Yuma?


Giugno 2004

Sembra svanire l’effetto frenante della patente a punti. Un automobilista è stato infatti sorpreso “Sotto una galleria a 214 km orari” mentre più cautamente un altro “Fa contromano Strada Maggiore”. Non si hanno notizie di disastri, ma forse il più sfortunato è stato quello che “Passa col rosso in bici e perde dieci punti”.

La malasanità continua a colpire. Chissà come si sentiva quel paziente che “Per tre anni si è tenuto una garza nel ventre” oppure quello che aveva “Le forbici nell’addome”: sicuramente un pochino meglio di colui che “Perde il braccio: glielo riattaccano alla gamba”.

Scampoli di vita coniugale e di torbidi rapporti: sicuramente focoso il marito che “Dà fuoco alla moglie per gelosia”. E’ andata meglio forse a chi “Morde la moglie e il pretore lo condanna a pagare mille euro di supermulta”.

Sfortunatissimo invece un pretendente ardimentoso che “Cade giù dal balcone per una avance” e jellatissimo quel tizio che, confinato agli arresti domiciliari, tenta una “Evasione d’amore sui colli. Lo trovano e lo portano dietro le sbarre”. Si vede che non ne poteva più dell’astinenza come quel “Parroco scappato con una studentessa di 23 anni”.

Le elezioni sono la massima espressione della democrazia, anche se a volte succedono fatti incresciosi: “Spara in faccia al candidato sindaco”, “Candidato schiacciato dal trattore” per finire con “E’ morto d’infarto al termine di un dibattito ma alle elezioni si potrà votare per lui” non ci sembrano esempi felici.

Finiamo con due curiosi episodi probabilmente connessi. “Venti quintali di posta arretrata” sono forse la causa della “Bomba, allarme in posta in Piazza Minghetti”. Utente esasperato dalla costante lentezza delle consegne?


 


Oscurissima e dolorosa vicenda riportata dal Resto del Carlino del 13 gennaio, in cui si parla anche di condanne penali, di sviste clamorose e di una sfortuna omerica. "Lucciole in volo verso casa" (la Repubblica del 28 gennaio): sembra che abbiano viaggiato a spese della questura, per cui, per questioni di par condicio, a distanza di poco tempo un "Ubriaco pretende che il taxi glielo paghi la polizia" (Resto del Carlino). Meno lucciole e più lanterne libere, ma "In via del Chiù cadono lampioni" (Resto del Carlino del 19 gennaio) un vero giallo risolto brillantemente dallo stesso giornale che pochi giorni dopo titola "E’ un camion il killer del palo" specificando che il lampione, lasciato incustodito, è stato abbattuto da un autocarro rubato. Aneddoti sacri con scoop: "L’azienda una e trina si fa ricca con il cuore" (?) titola la Repubblica, ma il pezzo era poco appetitoso e l’argomento è sconosciuto; "Guazzaloca oggi sposa Preziosa, Rocco fa il chierichetto" (la Repubblica del 29 gennaio) sembra il titolo di un film con Alvaro Vitali e invece è tutto vero. Concludiamo con un quesito inquietante: se "Il centro passa al centro destra" (la Repubblica del 10 febbraio), "Il direttore del carcere scivola e si ferisce scendendo dal treno" (Resto del Carlino) e "Carri armati in città: spostateli su carrelli" (ancora la Repubblica) quale può essere il percorso meno pericoloso per andare fino a via del Chiù?

 



Refuso d’oro, questa volta per il Resto del Carlino del 12 aprile, che non si limita ad inventare i "posicofarmaci" ma concorda addirittura la preposizione articolata prendendo due piccioni con una pastiglia sola. Anche nell’ultimo periodo i titoli strampalati non mancano. Si è sposato ieri il giovane cambogiano fuggito nella giungla e adottato in città (Resto del Carlino del 22 febbraio) e noi siamo contenti per lui. Ci inquieta invece Poliziotto cleptomane rubava sveglie ai colleghi: condannato (Resto del Carlino del 21 febbraio), anche se giustizia è stata fatta non si riesce bene a capire la dinamica dei fatti. Per restare in cronaca giudiziaria c’è un meravigioso Era nuda con pistola (La Repubblica del 13 marzo) e Non è mafia, sono materassi (sei colonne sul Resto del Carlino del 23 febbraio). Un Ubriaco con la paletta causa un ingorgo sui viali (Resto del Carlino del 29 marzo) voleva forse contribuire in prima persona a snellire la circolazione e c’è un preoccupante Allarme alla coscia (Resto del Carlino del 23 marzo) nelle pagine dello sport. Per finire ci sembra carino segnalare una nuova iniziativa editoriale del Comune che si chiama Accade a Bologna. L’idea non ci sembra molto originale: comunque c’è posto anche per succede e avviene.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

"Devo vedere Dio"
e si spoglia sul bus

Stranezza comportamentale riportata il 15 marzo dal Resto del Carlino in cui, forse, vengono evidenziati i primi effetti della tremenda combinazione caldo-giubileo-pellegrinaggi. Da sottolineare l’assoluta gratuità del gesto: l’uomo infatti oltreché sfilarsi i vestiti si è liberato anche del portafoglio tirandolo fuori dal finestrino. "E’ piccolo ma funziona" (RdC del 19 marzo). Un attimo di curiosità pruriginosa subito smorzata da una valida anche se improbabile spiegazione: è la dichiarazione di un abitante di Budrio che difende dalla chiusura il suo ospedale perché anche se non è grande funziona lo stesso. In tema di salute riportiamo "Invalidi, qualcuno ci marcia" (RdC del 19 marzo) e un incredibile "Sangue fresco all’Avis" (RdC del 4 marzo) che sia in offerta? Ne dubitiamo. A proposito della gastronomia bolognese possiamo gustare due facce della stessa medaglia: "Guazzaloca beato tra i ragù, respinti i cuochi di regime" (RdC del 20 aprile) spiega che a Bologna nessuno ha bisogno dei consigli di personaggi abituati a rimescolare nel pentolone. Altri invece che "Accampati sotto le Due Torri accendono il fuoco per la pasta" (RdC del 2 maggio) dando un esempio piuttosto discutibile di quanto in cucina l’autonomia sia a volte radicale. Vogliamo concludere con un esempio di sfortuna terrificante: "Gli tagliano la gomma dell’auto e mentre la cambia lo derubano" (RdC del 16 aprile) esempio di strategia malavitosa combinata in cui niente si lascia al caso e dal risultato devastante. E’ accaduto davanti alla sede della Prefettura!


Storia senz’altro complicata e cosmica di cui però non abbiamo voluto approfondire i contorni, questa riportata con titolo inquietante da La Repubblica del 19 novembre. Utili consigli, forse, sotto il titolo "Come uscire dal coma" pubblicato dal Carlino l’11 giugno. "Agenti incespicano contro una bomba" scrive sempre il Carlino il 2 agosto, il particolare più sconvolgente è che la vicenda si svolge tra Monzuno e Medicina (?!?) "Marocchino monta sul parafango del bus e s’attacca al tergicristallo" titola il Carlino del 16 settembre commentando "voleva fare un giro senza pagare il biglietto". Ancora il Carlino sboccia il 25 settembre "Tenevano in salotto pecora e serpente": storia truculenta tra tradizioni etniche e gastronomia d’avanguardia.

Con questo perentorio invito alla pronta e obbligatoria guarigione il Resto del Carlino del 15 aprile apriva a tutta pagina trattando del caso di un tapino che a Pianoro cercava di dirottare un treno verso Parigi. Cronaca nera stranissima: "Spariscono 400 ferri da stiro" scrive Luca Borghi sul Carlino del 19 aprile. Stesso giornale in data 5 giugno: "Popò di cane antispaccio". Non si sa cosa voglia dire; nessuno ha avuto voglia di andare a leggerselo, però è carino. Giunto in redazione in busta chiusa questo ritaglio enigmatico su cui sono state fatte varie ipotesi senza giungere ad un’intesa: "Rotolo ancora con la canottiera". Massimo della sfiga 1 & 2: "Nonna il carrozzina si ferisce" - "Va dal dottore e muore", entrambi dal Resto del Carlino del 18 aprile. Notizia bomba dalle colonne de La Repubblica del 18 maggio: "La Madonna di San Luca è la mamma dei Bolognesi". Sconcerto nelle famiglie, polemiche e discussioni.

La notizia è senz’altro tragica ma La Repubblica del 9 dicembre la rende più che sopportabile. Sembra proprio che il periodo abbia giocato contro i compositori del giornale che il 4 febbraio si sono esibiti anche con i "caldestini" qui sotto.

Certamente di titoli strani i giornali cittadini e le redazioni locali ne sfornano parecchi. Cominciamo con un bel Si sparò, torna a vivere (La Repubblica del 23 gennaio), la violenza continua con Pestato a colpi di sassofono (La Repubblica del 23 novembre), si scivola nella tragedia con Sono fuggita dalla Romania per diventare uomo (Il Resto del Carlino del 31 gennaio), ma ci si riprende con Una donna su due è occupata: a fare cosa? (il Resto del Carlino del 13 dicembre), sempre protagoniste le donne con Cilena manolesta in azione a Lineapelle (La Repubblica del 16 novembre). Come si può ben vedere la fantasia e la faciloneria nei titoli non manca. I titolisti trasformano in tragicommedia qualsiasi cosa.


Per seppellire i conti in nero cosa meglio di una bara? In un’impresa di pompe funebri di Vergato hanno preso alla lettera l’altro termine usato per definire la bara: cassa. Follie in cucina: "A tavola con la pancia piena di droga" storiaccia minore di due tunisini che dopo aver ingerito ovuli (non i funghi) sono andati a cena al ristorante e come dessert hanno trovato i carabinieri (RdC del 2 marzo). "Il cuoco morde il cameriere", per colpa di una patata cotta male il cliente si lamenta e in cucina scoppia una rissa (Repubblica del 19 novembre). Anche i malandrini non scherzano: "Beccato uno spacciatore, l’amico reagisce a morsi" é il titolo di un’ordinaria vicissitudine poliziesca (RdC del 6 febbraio). Parlando di morsi viene da pensare ai cani, che in questo caso sono buoni. "Cane trova 21 milioni di biglietti Atc": chissà quanto tempo ci ha impiegato a contarli! (Repubblica dell’11 dicembre). Non sono solo i cani ad essere onesti: "Inciampa in un tesoro e lo porta in questura" (RdC dell’11 dicembre). "Guano contro l’ufficio d’igiene" protesta senza commento (RdC del 26 febbraio). Finiamo con due storie di ruberie tra il tragico e il surreale. Quando tutto va storto: "Gli rubano l’auto e l’investono" riporta La Repubblica del 5 gennaio. Aveva così tanta sete che "Ruba il bus e poi se ne va al bar a bere" (RdC del 3 marzo): impresa mica tanto lodevole di un bolzanino privo del senso della misura, tutta vissuta nella Bolognina.
I ferrovieri celebrano il 150° dell’ufficio ‘Dco’

Anche se ci hanno addirittura messo la foto (RdC del 5 gennaio) non crediamo proprio che nel 1851 l’ufficio del dirigente centrale operativo fosse già in funzione: era appena stata completata la Napoli-Portici! Sbrighiamo subito la cronaca nera. "Per sei anni stuprato dal catechista" (12 gennaio): possibile che almeno uno dei due non si fosse ancora stancato? "Clandestino tenta un furto ma si ubriaca e lo arrestano" (13 febbraio) il peggio è, come è riportato nel sottotitolo, che lo avevano già pizzicato mentre rubava del vino. Stiamo attenti a non abusarne; sentite questa: "Ubriaco si schianta patente ritirata e lui ruba una bici. Arrestato" (16 gennaio) e quest’altra "Prende da bere poi ... dà fuoco al banco del bar" (30 gennaio) ma cosa gli avevano dato da bere? A proposito, state attenti a cosa mettete nel bicchiere: "Grave per un brindisi al detersivo" (15 dicembre) la dice lunga. Esempi di vite salvate: "Un aspirapolvere gli salva la vita" (7 gennaio) storia tecnologica e domestica; "Morde un pitone e si salva la vita" (11 gennaio) ma che storia è questa? Due tristi aneddoti di biancheria intima: "Esce in pigiama, morto di freddo" (15 dicembre) e "Cerca di uccidersi strangolandosi col perizoma" (29 gennaio). Horror finale che ci rifiutiamo di commentare "Non riesce il numero alla Guglielmo Tell. Trapassa con la freccia la testa della moglie" (17 gennaio). Se il mondo sembra così malvagio e crudele consoliamoci perchè, come riportato il 29 gennaio, almeno "I vigili vincono la guerra delle patatine".


Sconsiderata e perversa situazione di cui tratta La Repubblica del 30 ottobre: un bolognese solo in posta si lamenta coi lettori. Ragazzo pestifero e pirata "Passò con la moto sull’insegnante" (Resto del Carlino del 18 novembre) alla faccia dell’educazione e delle buone maniere. Un esortazione al dialogo riportata da La Repubblica del 31 ottobre: "Diessini dite qualsiasi cosa". Non importa che cosa evidentemente né a chi; l’importante è confrontarsi. Eccezionale veramente l’evento di cui parla il resto del Carlino il 25 novembre: "Costituito il gruppo dei donatori di organo". E’ successo in quel di Castel d’Aiano e sembra che su e giù per la montagna non si parli d’altro. Automobilista quarantenne bloccato in colonna in Strada Maggiore "Picchia tre controllori dell’Atc e morde un poliziotto" scrive il Carlino del 20 novembre: difficile fare di peggio. Ancora problemi alla viabilità, sempre dal Carlino del 2 novembre: "Vigili in tilt per arginare l’esercito dei crisantemi". Storia di una battaglia dall’esito incerto tra fiori e pulismani. Per finire, il massimo del surrealismo a tre colonne su La repubblica del 18 novembre Mazzone consegna ai posteri un "Signori l’ho aspettato non solo con le carote..": ogni commento è inutile.

Tra spettacolo piazzanga ed esasperazioni di busker estremo, riporta alla mente letture salgariane, ma il ventottenne autore dell’aggressione è di Milano. Meglio comunque mezzi nudi se quando si vestono portano: "Fra le mutande un mitragliatore" (come scrive il Resto del Carlino del 22/7). Non è un titolo pruriginoso, anche se presta il fianco: il mitra c’era davvero e l’albanese in questione voleva probabilmente scambiarlo con una partita di droga. A proposito di droga: "Preso in Piazza XX Settembre mentre cerca di vendere fumo" (28/8); se è facile mettere le mani su qualche piccolo spacciatore, non è altrettanto agevole farlo con giornalisti, pubblicitari, politici, etc. Due furti fotocopia in grande distribuzione. A Imola "Svaligia supermercato su una sedia a rotelle" (3/8) tre clandestini rumeni tutti sanissimi alle prese con 25 bottiglie di whishy; a Bologna "In carrozzella a rubar champagne" (7/8) ancora due rumeni, con paraplegico autentico, ci provano con 12 bottiglie di champagne: epilogo sempre in guardina. Alcol nel mirino, quindi, ma poi va a finire con "Osteria, scontro tra due auto" (5/9) a dimostrazione che esagerare è pericoloso. Piccole angherie. Episodio di microcriminalità agricola: "Malmenato da tre ladri di fichi" e di disagio suburbano "Prostituta picchia il sindaco che le fa perdere un cliente" (4/9). Concludiamo questa serie di nequizie con le malefatte di un novello Franti (quello truculento che sorrideva quando non era il caso): "Per comprare il cellulare ruba la pensione della nonna" (4/9). Se continua così presto il cellulare ce lo avrà gratuitamente: quello dei caramba.

Computer va fuoco

Distrutto appartamento

Ma le nuove tecnologie non dovevano rendere la vita più facile? Sembra comunque che questo avvenimento riportato dal Resto del Carlino del 19 marzo non sia del tutto imputabile alla macchina: era rimasta incautamente accesa. C’era già un precedente (Rdc del 4 marzo) "Tostapane manda a fuoco palazzo". Che sia cominciata la ribellione delle macchine? Il caldo comincia a fare effetto, visto che "Si denuda davanti a barista: arrestato" (Rdc del 19 maggio) e a causa di una lite familiare "La moglie lo caccia di casa e lo lascia nudo in strada" (29 maggio). Se poi aggiungiamo qualche bicchiere di troppo il risultato può essere clamoroso. "Ubriaco guida contromano e chiama gli agenti tesorucci" (Rdc del 7 marzo), ma non è finita perché "Dice: il mio nome è Alain Delon. Ma aveva bevuto per dimenticare" (Rdc del 10 maggio) ed ancora "Sono Nuvolari. E passa col rosso" (16 marzo). Crisi di identità o troppa televisione? Non si sa più davvero a che santo votarsi se "Il ladro era l’uomo degli antifurto" (9 maggio) e c’è davvero bisogno di una radicale riforma pensionistica considerando un "Ladro di biciclette a ottanta anni" (1 marzo). Anche quel "Ladro di documenti preso da giorni: non ha nome" (29 aprile) forse deve ancora decidere chi sarà da grande. Chiudiamo con una sbadataggine: "Ladri sbagliano forziere e trovano buoni pasto" (16 marzo) e una piccola rivincita degli animali sull’uomo in "Egitto, pecora da sacrificare uccide padrone" (1 marzo). Ogni commento è superfluo.