Un rocambolesco Vinitaly

nell’euforia della comunicazione globale

Me ne sto qui, seduto e accorto, con il notes in una mano, la biro nell’altra e l’olivetta dell’auricolare che oscilla in sincronia con il mio ritmo respiratorio. Non è la prima volta che in situazioni di questo genere mi torna alla mente Ponson du Terrail, dalla cui penna potevano nascere frasi agghiaccianti come: "l’assassino avanzava con una pistola per mano e il pugnale nell’altra..." Il bravo Ponson non aveva paura di nulla quando scriveva i suoi romanzi; tanto è vero che il suo personaggio, Rocambole per l’appunto, oltre a compiere azioni esagerate in ogni senso, ha addirittura generato un aggettivo.

Non è da molti finire sul dizionario!

E mentre continuo con un orecchio a seguire questo convegno e con l’altro ad ascoltare un collega che mi invita a pranzo nello stand della Lombardia mi sento veramente ed inutilmente rocambolesco: sto "compiendo un’azione strabiliante con singolare destrezza e astuzia", come recita lo Zingarelli. In queste giornate, in effetti, tutto è rocambolesco. Essere in più posti contemporaneamente, inseguire con tenacia le persone che devi incontrare, sganciarti in fretta da quelli che anche se non vedevi era lo stesso, scusarti per gli appuntamenti a cui sei perennemente in ritardo e per quelli che sono inguaribilmente saltati, promettere che sarai in quel posto a quell’ora sapendo già che i tempi non lo consentiranno, cercare ed essere cercati da tutti in una telefonata senza fine che non ti ricordi più come è cominciata e non sei in grado di prevedere come finirà: tutto questo è Vinitaly!

Tanto vale fermarsi a discutere, come sto facendo adesso, se sia meglio ricevere una ordinazione di vino per fax, che poi passa il rappresentante ad incassare (Old Economy), o a mezzo posta elettronica per farsi poi pagare con la carta di credito (New Economy).

E anche se sia più confacente all’immagine dell’azienda vendere una bottiglia di vino a Petaluma (California) attraverso il proprio Sito Web, oppure 12 cartoni a Busto Arsizio tramite corriere. Il mercato globale è roba del passato, era una cosa complicata e lenta; adesso siamo connessi: tutta un’altra storia!

Fate una cosa qui e la sapranno a Timbuctù prima ancora che gliel’abbiate spiegata bene. Adesso si opera con l’E commerce e non si ha più paura di niente. Sono tutti rocamboleschi almeno quanto me che continuo a seguire il mio convegno completamente dissociato, cerco di scrivere appunti intelligenti e allo stesso tempo sussurro per rispondere al mondo esterno nascondendo la bocca come chi usa lo stuzzicadenti.

Le frontiere del commercio e della comunicazione si sono talmente estese che oggi, per definizione, non esistono più. Niente più barricate da difendere ma una sola, infinita ed agguerrita prima linea in cui possono trovare spazio persone preparate ed al passo coi tempi. Anch’io mi sento pronto per questo confronto totale; io che so vibrare discretamente in mezzo a gente che anche nel Duemila si lascia sorprendere da fughine di Bach o marcette di Mozart ed è costretta a scappare livida di vergogna in cerca di un angolo appartato.

Il convegno finisce, mi sposto e fornisco le coordinate della prossima fermata: "Sto andando al padiglione 16, mi trovi in B 4" dico consultando la piantina della fiera. "Io sono adesso in D 2 e vado verso il 36, troviamoci prima in C 5" mi viene risposto.

E’ una battaglia navale senza affondamenti! L’unico naufragio è quello dei miei programmi che saltano l’uno dopo l’altro in questa folla che si cerca, si insegue e che si parla in continuazione senza incontrarsi mai.

Dr. S.Giovese