Più di ieri, meno di domani: siamo messi sempre peggio

Quando le civiltà erano almeno apparentemente meno evolute c’era già chi cercava un punto d’appoggio per potere sollevare il mondo. Ora che il futuro dell’uomo è saldamente nelle sue mani e che la programmazione della qualità della vita collettiva è finalmente possibile, mi ritrovo a chiedere un punto d’appoggio per potermici, senza troppe pretese, almeno appoggiare. E mi sembra già qualcosa di importante! Attorno a noi le certezze, se mai ne abbiamo avute di reali, cadono ad una ad una in un domino di grande impatto emotivo.

Le mucche sono pazze, le vacche sono aguste, l’uranio è impoverito. Torme di veterinari battono le pianure degli allevamenti bovini, elicotteri e mezzi subacquei setacciano le scogliere più esclusive, esperti della Nato litigano con il resto del mondo. Vissani gira sconsolato con il bottiglione di "olioaccrudo" senza sapere più dove versarlo, i magistrati inquirenti prendono in esame nuove ipotesi definendole interessanti, le mamme dei soldati discutono se sia pericoloso o meno mandare i loro ragazzi a fare la guerra. La mucca dà il latte, la vacca dà dei problemi, per risolvere i problemi si usano più i cannoni che la diplomazia. Così non ci fidiamo più del latte, non ci convincono i problemi e ancora meno siamo soddisfatti dei sistemi impiegati fin qui per ammazzare la gente. Il malessere è diffuso e continua a crescere.

La fantascienza è arrivata, ma non è come ce la aspettavamo: niente torme di replicanti infuriati, ma cortei di macellai toscani obiettori che non si piegano all’aborto della costata (che dalle loro parti chiamano bistecca). Non so se siamo più delusi che arrabbiati, ma certamente l’insicurezza è il sentimento predominante della giornata. Qualcuno, è vero, cerca di attenuare le tensioni. Meritorio il tentativo del ministro della sanità Veronesi che, abituato ormai ad esternare come fosse al bar, ha dato addirittura le percentuali di quanti tra docenti e discenti siano soliti aggiungere marijuana al tabacco: subito un bel putiferio perfettamente inutile si è scatenato in tutto il Paese e per qualche giorno ce la siamo cavata. Ipotesi sconvolgenti potrebbero comunque emergere dal confronto dei risultati della campagna anti-fumo dello scorso anno con la dichiarazione di questi giorni: se era vero nel recente Duemila che fuma tabacco un insegnante su due ed è vero adesso che il 50% degli insegnanti si fa le canne, non rimane che affermare che qualsiasi insegnante fumatore si rolla allegramente uno spinello.

Quanto questo possa dimostrarsi pericoloso a lungo andare lo scopriremo soltanto vivendo oppure in una nuova dichiarazione di Veronesi stesso che, trasformato per arcani motivi da ottimo medico in mediocre ministro, non tarderà di certo a stupirci nuovamente.

Comunque quanto sia pericolosa per le nostre aspettative di vita la mucca 103 non tarderemo molto a saperlo, anche se ha già segnato profondamente le nostre abitudini non soltanto in campo alimentare. Sconvolte dalla vergogna e dalla paura le sue vicine mucca 102 e mucca 104 hanno dichiarato al cronista che le intervistava: "Non sarà certo per colpa di un’irresponsabile priva di moralità e senso dello stato che tutta la nostra categoria verrà trascinata in questo scandalo!"

Dalle stelle alle stalle, viene da chiedersi? Per ipotizzare quale sarà il nostro futuro alimentare non conviene fermarsi all’analisi dei catastrofismi cinematografici: troppo paurosi. D’altra parte non ritengo sia neanche praticabile la "modesta proposta" indicata dal reverendo Jonathan Swift: con tutte le porcherie che mettono nelle merendine che si danno con tanta disinvoltura ai bambini chissà che cosa finiremmo per mangiare.

Dr. S. Giovese - Gennaio 2001