La vendemmia del 1999: le cifre della produzione e l’andamento dei mercati

Dati forniti dall’Associazione Enologi Enotecnici Italiani

a cura di Umberto Faedi - elaborazione capitaALvino

L’Assoenologi ci informa che si produrranno circa 59 milioni di ettolitri (compresi mosti, succhi d’uva e cali di concentrazione) con un incremento del 3% rispetto allo scorso anno. "Quest’ultima vendemmia - afferma Giuseppe Martelli, direttore generale dell’Associazione Enologi Enotecnici Italiani - sarà ricordata per la sua grande eterogeneità e per la sua estrema rapidità. E’ stata infatti la più breve degli ultimi decenni, visto che le operazioni di raccolta, vuoi per le precarie condizioni meteorologiche, vuoi per la diffidenza verso le previsioni non sempre attendibili, vuoi per la paura di compromettere il prodotto, sono state accelerate in tutte le regioni tanto da concludersi praticamente nella prima quindicina di ottobre: in anticipo di quasi due settimane sulla normale tabella di marcia". La campagna era partita bene tanto da far sperare in un’annata ai massimi livelli sia in termini qualitativi che quantitativi. Purtroppo così non è stato: gli entusiasmi sono stati annegati al Nord e bruciati al Sud a causa di un bizzarro andamento stagionale che, per motivi diversi, ha tolto molte speranze. Doveva essere uno degli anni più caldi del secolo e certamente per alcune zone come la Sicilia e il sud della Sardegna lo è stato. Ben diversamente è andata nel nord della penisola dove, tranne qualche giorno di solleone, i periodi primaverile ed estivo sono decorsi con temperature contenute ed elevata umidità. Un’annata tutta particolare, fatta di colpi di scena e di speranze deluse, fortemente problematizzata, che dimostra una certa difficoltà di valutazione se non altro per l’eterogeneità della produzione dovuta all’andamento stagionale. Complessivamente la campagna è da ritenersi buona, con diverse punte di ottimo. Indubbiamente i livelli raggiunti sono anche proporzionali agli interventi effettuati in vigneto, tra cui spiccano per importanza i diradamenti al Nord e le irrigazioni di soccorso al Sud.

Notizie dalle regioni d’Italia

Piemonte

Il ciclo vegetativo è decorso in modo irregolare falcidiato da forti grandinate, da elevata umidità e da considerevoli attacchi di crittogame. Il mese di agosto, meno caldo e meno soleggiato, ha ridotto la degradazione degli acidi penalizzando il contenuto in zuccheri e la formazione dei complessi aromatici, aspetti certamente correlati al ritardo della maturazione ma anche alle produzioni talvolta abbondanti di alcune zone. Tutti i vitigni hanno evidenziato una scarsa resistenza delle bucce che, per le piogge e in alcuni casi, anche per le forti rugiade, hanno riportato fessurazioni favorendo gli attacchi fungini. Nella prima decade di settembre il tempo è decisamente migliorato fino a metà di ottobre consentendo alle uve di migliorare notevolmente: ne hanno beneficiato maggiormente le varietà tardive come Barbera, Dolcetto e i Nebbioli da Barbaresco e Barolo, i cui primi dati di cantina fanno prevedere punte di ottimo. Aspetti che non hanno comunque tonificato il mercato che segna il passo con la tendenza generalizzata al ribasso, con eccezione per le uve del Gavi, che hanno spuntato un leggero aumento. Va osservato che, visto l’interesse qualitativo delle ultime vendemmie, la diminuzione dei prezzi può essere giustificata anche da un riallineamento dopo tre anni fuori dalla norma.


Lombardia

Regolare sino a giugno il ciclo vegetativo in tutte le zone vinicole della Lombardia che si è poi accelerato a causa delle alte temperature, per ritornare nella norma grazie alle piogge cadute intorno alla metà di agosto che hanno dato vigore e equilibrio alle viti. In Franciacorta e il Valtellina la produzione risulta superiore di almeno il 5%, mentre in Oltrepo Pavese si registra un decremento di oltre il 15% rispetto alla passata campagna. Dati rivoluzionati quindi, visto che dalle stime di agosto si è passati alla realtà di fine ottobre. Stabile la qualità che oscilla, a seconda delle zone, tra il buono e l’ottimo. Accelerate le operazioni di raccolta, che si sono concluse con oltre dieci giorni di anticipo rispetto alla norma. Confermati i periodi di vendemmia delle varietà a bacca rossa, iniziata il 25 settembre con il Barbera e conclusa in Oltrepo nella prima decade di ottobre con la Bonarda. Stesso decorso in Franciacorta, mentre la fine della vendemmia per i Nebbioli in Valtellina è stata il 30 di ottobre. Preoccupazioni ci sono state per la diffusione della flavescenza dorata che nell’Oltrepo ha interessato oltre 300 ettari con morìe che hanno colpito dal 30 al 70% delle viti. Poche le contrattazioni ma stabili i prezzi sia per i vini da tavola che per i DOC, attestati sui valori dello scorso anno.


Trentino

Vendemmia regolare. Iniziata il primo settembre con la raccolta dei Pinot in Trentino e dopo il 10 con quella di Chardonnay e Pinot Bianco in Alto Adige, dove per le Schiave si è dovuta attendere la fine del mese e per Cabernet e Merlot la prima decade di ottobre. L’umidità del terreno e le alte temperature hanno determinato una buona fioritura ed un’eccellente legagione che hanno portato alla formazione di grappoli numerosi e ben conformati. A fine giugno si prevedeva un aumento produttivo del 10% rispetto all’annata precedente. Le operazioni di diradamento e l’andamento climatico dei mesi successivi e l’insorgere nell’ultima decade di agosto di alcuni attacchi parassitari hanno ridimensionato la situazione, tanto che si sono avuti un leggero aumento delle uve a frutto bianco ed un calo di quelle a frutto rosso. In Alto Adige il decremento interessa principalmente le uve a bacca rossa. A macchia di leopardo la qualità che varia a seconda delle zone, delle varietà e dei cloni. Gli alti livelli di umidità e la scarsa ventilazione hanno favorito l’insorgere di marciumi che in pochi giorni si sono rapidamente diffusi ostacolando il decorso dei normali processi fisiologici di accumulo. Il miglioramento del clima ha consentito, nella prima metà di settembre, un certo recupero nel contenuto in zuccheri e l’attenuazione degli attacchi di botrite. I processi fermentativi si sono svolti in modo regolare e hanno determinato un’acidità equilibrate con pH nella norma. Brevissima vendemmia che si è conclusa nella prima decade di ottobre.


Veneto

La primavera calda e piovosa ha favorito un ottimo germogliamento a cui ha fatto seguito una fioritura altrettanto interessante. L’eccezionale accrescimento ha favorito in tutta la regione attacchi precoci di peronospora. Molte le preoccupazioni per il diffondersi della flavescenza dorata che ha attaccato particolarmente Chardonnay, Merlot, Prosecco e Cabernet. L’estate poco calda e molto umida ha rallentato la maturazione annullando l’anticipo ipotizzato a fine giugno. Le uve precoci, raccolte a partire dal 25 agosto, sono state conferite non sempre in perfetto stato sanitario. Il mese di settembre, particolarmente caldo e soleggiato, ha agevolato le operazioni di raccolta disturbate nell’ultimo periodo da piogge che hanno determinato una spiccata differenziazione delle caratteristiche. Le prime uve conferite hanno infatti registrato gradazioni zuccherine inferiori ad un’annata normale, quelle successive un aumento del contenuto zuccherino a cui si è contrapposta una diminuzione dell’acidità. La resa quantitativa nelle province di Treviso e di Venezia registra un incremento del 10% circa mentre nel Vicentino e nel Veronese è superiore del 15% rispetto alla produzione dell’anno scorso.


Friuli Venezia Giulia

I principali aspetti che hanno caratterizzato la prima parte del ciclo vegetativo sono stati: primavera calda e umida, germogliamento e fioritura interessanti e attacchi di parassiti non sempre ben contrastati. La grandine ha colpito particolarmente in pianura mentre i temporali di agosto hanno provocato danni su tutto il territorio. Decorso ottimale per le prime settimane di raccolta delle uve bianche: favorito l’accumulo di zuccheri e di sostanze aromatiche con un discreto equilibrio acido. La raccolta è iniziata a fine agosto in pianura con le varietà base spumante; in collina è iniziata una settimana dopo. La prima decade di settembre ha visto la vendemmia di Tocai friulano e Sauvignon. I conferimenti per le uve a bacca rossa sono iniziati alla fine del mese e si sono protratti sino al 10 ottobre. Anche per i rossi si può parlare di una buona vendemmia con indici di maturazione fenolica molto importanti che, uniti alle valide gradazioni zuccherine, fanno prevedere vini rossi ben strutturati. Rese inferiori rispetto al 1998. Le varietà per cui si sono registrati i maggiori decrementi sono: Refosco, Tocai friulano e Verduzzo nella sottozona Ramandolo.


Emilia Romagna

Vendemmia iniziata nella normalità per le varietà precoci come Pinot Bianco Chardonnay e raccolte a partire dal 18 agosto. Le abbondanti piogge di inizio settembre hanno raffreddato gli entusiasmi causando un rallentamento della maturazione e innescando attacchi di marciume sui grappoli. In tutta la ragione il periodo di raccolta si è sviluppato in un arco assai breve di tempo tanto che prima della metà di ottobre la maggior parte delle cantine aveva terminato le operazioni di pigiatura. Le previsioni negative hanno infatti indotto i viticoltori ad iniziare la raccolta anche delle uve che non avevano completato il processo di maturazione, con un conseguente abbattimento del contenuto zuccherino. Nella fascia collinare, che però costituisce il 20% della superficie vitata, si conferma un deciso incremento rispetto alla scorsa annata dovuto all’assenza di siccità che aveva caratterizzato l’ultima vendemmia. In Romagna viene confermata una produzione solo di poco superiore al 1998 mentre in Emilia i dati definitivi modificano sensibilmente le previsioni. I vitigni a bacca nera registrano un incremento del 15%; quelli a bacca bianca un calo del 20% dovuto a danni sul grappolo causati da attacchi di peronospora. Stabili i prezzi dei vini a DOC. In calo, anche di oltre il 10%, quelli riferiti ai vini da tavola.


Toscana

L’inizio del ciclo vegetativo è stato ritardato di qualche giorno a causa delle piogge cadute all’inizio della primavera. L’andamento stagionale successivo ha consentito un recupero attraverso una buona fioritura a cui è seguita un’ottima allegagione ed un’invaiatura soddisfacente. La scarsità di precipitazioni nel mese di agosto ha determinato in alcune zone uno stress idrico che ha influito negativamente sui processi fisiologici e determinato una maturazione eterogenea non solo nella stessa zona, ma a volte anche nello stesso vigneto. Particolarmente virulenti gli attacchi oidio che ha lasciato il segno in alcune zone mentre la peronospora non ha destato preoccupazioni. L’andamento climatico ha accelerato i processi di maturazione e la raccolta per le varietà precoci è iniziata dopo il 20 di agosto. La vendemmia delle uve a bacca rossa si è conclusa nella seconda settimana di ottobre ed è stata disturbata da precipitazioni ed elevata umidità notturna. Si prevedono vini con un buon tenore alcolico ma, nella media, non troppo strutturati. Il mercato del vino toscano tende al ribasso con flessioni fino al 30% che interessano anche alcune tipologie di Chianti.


Marche

La ripresa vegetativa è avvenuta nella prima settimana di marzo. Le abbondanti precipitazioni e le alte temperature primaverili hanno generato una vegetazione lussureggiante. Dalla prefioritura all’invaiatura l’andamento delle diverse fasi è stato caratterizzato da piovaschi sparsi e da giornate non sempre soleggiate con forti escursioni termiche. Molte le grandinate che, in alcune zone di produzione del Verdicchio, hanno danneggiato fino al 90% delle superfici vitate. Virulenti gli attacchi delle principali ampelopatie; la peronospora in particolare ha insidiato le varietà precoci. Il periodo vendemmiale è stato condizionato da un andamento variabile che ha favorito alcuni attacchi di botrite. Le uve sono state conferite alle cantine in uno stato sanitario estremamente eterogeneo a seconda delle zone di produzione e delle varietà. Le fermentazioni si sono esaurite velocemente e la resa uva/vino è risultata inferiore a quella dello scorso anno. I primi riscontri di cantina davano mosti con alta acidità totale e con gradazioni zuccherine medio / basse.


Lazio

Il buon andamento climatico di quest’anno ha favorito lo sviluppo vegetativo anticipandolo mediamente di una settimana. Diversi e pesanti gli attacchi primaverili di peronospora incrementati dalle precipitazioni e dalle alte temperature che, in luglio e in agosto, sono state mitigate da alcuni temporali che hanno irrobustito i vigneti. Molte le grandinate che si sono abbattute con una certa intensità soprattutto nella zona dei Castelli Romani causando danni di un certo rilievo. La vendemmia è iniziata dopo la metà di agosto con la raccolta di uve Chardonnay per proseguire, nella prima decade di settembre, con Merlot e Sangiovese. Le fermentazioni si sono svolte in modo regolare e veloce. I conferimenti sono risultati superiori di circa il 15% rispetto all’anno scorso. Da questa situazione si discostano Chardonnay e Pinot che registrano invece rispettivamente un calo del 10 e dello 0,5%. I riscontri di cantina evidenziano vini di equilibrio, intensi sia negli aromi che nei profumi. Le quotazioni medie, sia per i DOC che per i vini da tavola bianchi, risultano inferiori del 15%. La flessione dei rossi è contenuta al 10%.


Abruzzo

Un inverno lungo e ricco di copiose nevicate ha ritardato di una settimana la ripresa vegetativa. Le piogge cadute in fase di germogliamento non hanno influito sullo stato fitosanitario che è stato però compromesso dalle piogge cadute dall’allegagione all’invaiatura. L’elevato grado di umidità ha creato le condizioni ideali per l’estendersi di violenti attacchi di peronospora. La vendemmia si è svolta molto rapidamente e in condizioni climatiche pressoché ideali. La maturazione delle uve è stata ridotta con conseguente abbassamento del tenore medio degli zuccheri. Regolari acidità totale e pH. I primi vini bianchi hanno evidenziato una buona caratterizzazione aromatica e quelli rossi una discreta intensità colorante. I prezzi all’ingrosso dei vini a DOC sono leggermente in ribasso, in flessione di oltre il 10% i vini da tavola.


Campania

Complessivamente più che positivi i riscontri di cantina per un’annata che si è dimostrata estremamente contraddittoria e discontinua sin dall’inizio. In primavera la peronospora ha colpito le zone del Beneventano e dell’Avellinese. I vigneti della DOCG Taurasi sono stati investiti da una forte grandinata che ha inressato un’ampia superficie subito dopo Ferragosto. La vendemmia è iniziata nella prima decade di settembre nell’Agro Aversano con la raccolta delle uve di Asprinio e si è conclusa alla fine di ottobre in provincia di Avellino con il conferimento dell’Aglianico. Uno sguardo al mercato: confermate la calma delle contrattazioni e la diminuzione dei prezzi che, per alcune uve, ha segnato anche un – 30% rispetto alla vendemmia precedente.


Puglia

Fino alla metà di aprile le condizioni climatiche erano perfette. Poi, durante la prefioritura, si sono manifestati i primi attacchi di peronospora. Non sono mancate le grandinate che in maggio e giugno hanno causato danni rilevanti in diverse zone. L’instabilità del tempo ha portato ad anticipare la raccolta delle uve Negroamaro, Pritivo e Sangiovese soprattutto nei vigneti dove erano in atto manifestazioni di marciume. Uve con gradazioni zuccherine inferiori alla norma e che spesso erano in uno stato sanitario incerto che causato un perdita in peso del prodotto sono state conferite alle cantine sociali. Anche le uve bianche comuni come Bombino, Garganega e Trebbiano hanno avuto gradazioni zuccherine inferiori al normale. Bene la vendemmia per le uve a bacca nera più tardive come Aglianico, Uva di Troia e Montepulciano. La vendemmia è terminata il 15 ottobre.


Sicilia

Regolare il ciclo vegetativo della vite sino a che non si sono manifestati problemi di siccità dovuti agli eccessi di calura generati da forti venti sciroccali. A macchia di leopardo la qualità: media nelle zone colpite da stress idrico, buona nei vigneti che hanno potuto avere irrigazioni di soccorso, degne di nota nelle cantine che hanno potuto affiancare alla cura del vigneto buone tecnologie di vinificazione. La raccolta è iniziata con le varietà precoci il 5 di agosto e si è conclusa il 10 ottobre nella Sicilia occidentale. La raccolta degli ultimi grappoli nella provincia di Catania, alle falde dell’Etna, è avvenuta il 15 novembre. Una maggior produzione di vinaccia è stata determinata da una minore resa uva/vino. Complessivamente si prevede una produzione di uva e mosto allo stato liquido di circa 9.200.000 ettolitri uguale pertanto a quella fatta registrare nella vendemmia dell’anno scorso.


Sardegna

Ad un’eccellente cacciata è seguito un germogliamento sotto tono causato dalle scarse precipitazioni primaverili. Le torride temperature estive hanno aggravato la situazione dei vigneti che non hanno potuto essere soccorsi. Basti pensare che in provincia di Cagliari non ha piovuto per sei mesi. La qualità della campagna ’99 è quindi media per chi non ha potuto irrigare e molto buona per coloro che hanno contrastato le avversità climatiche. Pochi gli attacchi dei parassiti tanto che le uve sono state conferite perfettamente sane. La carenza di peso ed in alcuni casi di vero squilibrio nelle sue componenti a causa degli stress subiti hanno caratterizzato il prodotto. La vendemmia è iniziata il 9 agosto con il conferimento delle uve Chardonnay ed è terminata a fine settembre con Cannonau e Nuragus. Pochissimi i quantitativi di prodotto scambiato, che registrano un consolidamento dei prezzi spuntati nello stesso periodo dell’anno scorso.


Come capita ogni anno Basilicata, Calabria, Liguria, Molise, Umbria e Valle d’Aosta non hanno fatto pervenire dati definitivi ed esaurienti. Noi della redazione non sappiamo se questo dipenda da una meno incisiva presenza dell’Assoenologi in queste regioni, da una precisa volontà politica che ritiene sia meglio non divulgare dati concreti, o da altre circostanze che non riusciamo ad immaginare. Ci auspichiamo però che in un futuro prossimo l’informazione sulla vendemmia in Italia possa essere più completa. I risultati della vendemmia 1998 sono stati pubblicati sul n° 26 di capitaALvino del mese di dicembre 1998.

La vendemmia in Europa

* Anche queste previsioni sono state fornite dall’Associazione Enologi Enotecnici Italiani

Italia, Francia, Spagna, Germania, Portogallo, Grecia, Austria, Lussemburgo, Regno Unito e Belgio hanno prodotto globalmente oltre 180 milioni di ettolitri a fronte dei 166 milioni del 1998 e dei 163 dei 1997.

Francia - La produzione globale (comprensiva cioè di vino e dell’eventuale destinazione per mosti, succhi d’uva e cali di concentrazione) è stimata per il 1999 attorno ai 61 milioni di ettolitri. Un quantitativo superiore del 12% a quello fatto registrare nel 1998 (54,3 milioni) e del 10% a quello del 1997 (55,1 milioni). Le stime danno oltre 26 milioni di ettolitri di VQPRD (vino di qualità prodotto in regione determinata), 23 milioni vin de pais e la rimanente quota destinata ad altri fini.

Spagna - Si stima una produzione complessiva di 34 milioni di ettolitri, comprensivi di vino e dell’eventuale destinazione per mosti, succhi d’uva e cali di concentrazione. Un quantitativo pressochè uguale a quello della vendemmia dello scorso anno, ma inferiore dell’8% rispetto al 1997. Si ipotizza che i VQPRD raggiungeranno i 12 milioni di ettolitri.

Germania - Si prevede una produzione di 13 milioni di ettolitri superiore di circa il 21% rispetto a quella dell’anno precedente (10,7 milioni di ettolitri) e del 40% superiore alla media dell’ultimo quinquennio (9,3 milioni di ettolitri). Come sempre quasi tutta la produzione è destinata a VQPRD; infatti solo 1,5 milioni di ettolitri verranno qualificati come vino da tavola.

Portogallo - Dopo il brusco calo fatto registrare nella campagna 1998 (3,6 milioni di ettolitri) si stima questa volta un quantitativo di 7 milioni di ettolitri di vino, in linea con la media degli ultimi 10 anni. I VQPRD ammontano ad oltre 3,5 milioni di ettolitri.

Grecia - Qui si produrrà un quantitativo di vino di poco inferiore rispetto a quello dello scorso anno e alla media dell’ultimo triennio. Le indicazioni danno infatti 3,5 milioni di ettolitri, di cui oltre 3 saranno qualificato come vino da tavola.

Austria - Come per la Germania, anche in questo Paese il 1999 rappresenta un’annata quantitativamente buona. Le stime riportano infatti una previsione di oltre 2,8 milioni di ettolitri prodotti, il 27% in più rispetto alla media dell’ultimo triennio. Circa due milioni di ettolitri saranno qualificati come VQPRD.

Per Lussemburgo, Regno Unito e Belgio si stima una produzione complessiva di circa 200.000 ettolitri così ripartiti: Lussemburgo 183.000, Regno Unito 15.000 e Belgio 2.000.