La vendemmia del 2000 in cifre

Calano le quantità: Italia - 10%, Europa - 8%

di Umberto Faedi

Un’annata veloce e bizzarra che sarà ricordata per i suoi capricci.
Le stagioni si sono invertite manifestando un eccessivo caldo in primavera e piogge accompagnate da temperature invernali all’inizio dell’estate.
L’impennata di caldo non ha concesso tregua per tutto il mese di agosto, accelerando sensibilmente i processi di accumulo ed esasperando perciò quelli di traspirazione.
Il ciclo vegetativo delle vite era iniziato abbastanza bene.
Un inverno piovoso, abbinato a temperature primaverili, aveva determinato un ottimo germogliamento seguito da un’abbondante cacciata e da una fioritura regolare.
Nella maggior parte delle regioni l’allegagione si è dimostrata eccellente.
Nel Nord d’Italia il freddo di luglio ha favorito una vegetazione rigogliosa anticipando i processi fisiologici che si sono però scontrati con le temperature torride del mese di agosto. L’andamento climatico ha favorito la grandine che ha imperversato su diverse regioni causando danni rilevanti in Piemonte, in Lombardia, in Veneto ed in Emilia Romagna: dall’Albese all’Astigiano, in Oltrepò, nel Modenese e in Valpolicella.
Contenuti gli attacchi parassitari, anche se la flavescenza dorata ha devastato nella zona dell’Oltrepò le viti della fascia collinare.
La raccolta delle varietà precoci come Chardonnay, Pinot e Sauvignon è iniziata in Sicilia il primo agosto; nelle Puglie due giorni dopo.
I conferimenti in tutte le altre regioni sono cominciati subito dopo ferragosto, raggiungendo il culmine a metà settembre con una decina di giorni di anticipo sulla media degli ultimi anni.
La chiusura della vendemmia è avvenuta nella prima decade di ottobre con la raccolta delle uve Nebbiolo in Piemonte, Cabernet e Merlot in Alto Adige e Cannonau in Sardegna.
La quantità della produzione si prevede attorno ai 72 milioni di quintali di uva: sei milioni in meno dello scorso anno.
La resa dell’uva in vino, anch’essa inferiore al solito, è stata stimata attorno al 73%.
Saranno quindi prodotti 52 milioni di ettolitri di vino di cui due milioni allo stato di mosto: negli ultimi dieci anni il calo è stato dell’11%.
Difficile valutare compiutamente la qualità di questa campagna.
Complessivamente buona, ma abbastanza limitate le punte di ottimo.
Da rilevare che proprio nell’ultima vendemmia del secolo l’Italia perde il primato di primo Paese produttore del mondo: sono i Francesi a soffiarci il titolo, ma non è detto che questo sia un grosso problema.
Infatti la Francia avrà una produzione globale, comprensiva di vino, mosti e succhi d’uva, di 58 milioni di ettolitri. Un quantitativo inferiore di quasi l’8% rispetto all’ultima vendemmia, ma superiore del 7% rispetto al 1998.
In Spagna si stima una produzione complessiva di oltre 37 milioni di ettolitri di vino. Quantitativo in linea con quello del 1999 e superiore del 7% rispetto al 1998.
La Germania prevede quest’anno una produzione complessiva di 11 milioni di ettolitri, inferiore del 10% rispetto all’anno scorso, ma superiore del 14% rispetto alla media dell’ultimo quinquennio. Come sempre quasi tutta la produzione tedesca sarà a VQPRD.
In Portogallo la produzione è stabilizzata attorno ai 6 milioni di ettolitri, con un sensibile calo del 23% rispetto alla passata campagna, ma in linea con la media degli ultimi tre anni.
La Grecia produrrà complessivamente 3,5 milioni di ettolitri di vino, con una riduzione del 5% rispetto al 1999 e dell’8% sull’anno precedente.
Anche in Austria si stima un consistente decremento rispetto al 1999: oltre il 24% in meno e anche l’11% in relazione alla media dell’ultimo triennio: si ipotizzano 2,2 milioni di ettolitri.
La produzione complessiva degli altri Paesi dell’Unione Europea è di 167.000 ettolitri così ripartiti: Lussemburgo 150 mila, Gran Bretagna 15 mila e Belgio duemila.

Notizie dalle regioni d’Italia

Piemonte

Il calendario dei conferimenti ha rispettato fedelmente le previsioni: dopo le varietà precoci (Brachetto, Chardonnay e Pinot) la raccolta è proseguita il 6 settembre con il Moscato, il 12 con Dolcetto e Arneis e una settimana dopo con il Gavi ed il Cortese dell’Alto Monferrato. Per le uve importanti a bacca nera (Barbera e Nebbiolo) la raccolta ha avuto inizio il 25 settembre per concludersi il 15 di ottobre disturbata in parte dalle prime piogge autunnali. I livelli qualitativi sono di vivo interesse con vini rossi ricchi di colore, di corpo e di contenuto polifenolico; i bianchi manifestano finezza ed eleganza. Le uve aromatiche al momento della vendemmia presentavano un patrimonio in sostanze terpeniche decisamente superiore alla passata vendemmia ed un rimarcato equilibrio tra zuccheri ed acidi. Regolari le fermentazioni con una resa uva/vino oscillante tra i il 65 ed 70 per cento dovuta alla scarsa disponibilità idrica. Sarà prodotto un quantitativo di vino che dovrebbe attestarsi intorno ai 2.800000 ettolitri di cui 540.000 di mosto parzialmente fermentato destinato alla produzione dell’Asti DOCG. Per quanto riguarda il mercato delle uve non ci sono state oscillazioni di rilievo rispetto alla scorsa annata: quelle di Moscato, in base all’accordo, hanno spuntato la stessa quotazione dello scorso anno così come quelle di Barbera d’Asti e di Nebbiolo da Barolo e Barbaresco.


Lombardia

Il periodo di raccolta si è confermato anticipato di sette giorni in Oltrepò e Franciacorta o di oltre dieci in Valtellina. Nel Pavese la vendemmia è iniziata il 18 agosto con il Pinot Nero base spumante (- 20% in meno dell’anno scorso) e si è conclusa a fine settembre con la raccolta di Bonarda e Barbera (- 15% rispetto al 1999). In Franciacorta i primi conferimenti sono avvenuti il 21 di agosto con lo Chardonnay (- 10%), gli ultimi nella seconda decade di ottobre con il Cabernet Sauvignon (- 10%). In Valtellina la vendemmia dei Nebbioli è iniziata la prima settimana di ottobre con la raccolta delle uve destinate all’appassimento per chiudersi attorno al 20 ottobre registrando un - 15% rispetto allo scorso anno. Le violente grandinate che si sono abbattute nelle diverse zone e l’incidenza della mortalità delle viti a causa della flavescenza dorata ha fatto registrare nella zona collinare dell'Oltrepò punte di anche il 30% in meno. I primi riscontri del mercato sono alquanto interessanti, certamente ai massimi livelli per le uve rosse che esprimono un'ottima armonia incorniciata da un'eccellente struttura.


Trentino

Mentre in Trentino si registra una produzione in flessione del 10% (la riduzione è più marcata per Cabernet, Chardonnay e Schiava), l’Alto Adige manifesta un incremento del 5%. Complessivamente ottima la qualità in tutta la regione, ma con una forcella che va dal buono all’eccellente. In particolar modo in Alto Adige dove Lagrein , Pinot Nero e Schiave per i rossi e Gewurztraminer per i bianchi manifestano picchi più interessanti rispetto a quelli di Cabernet e Merlot. Più omogenea la qualità in Trentino dove i livelli sono alquanto elevati e molto vicini a quelli del 1997. A memoria la vendemmia 2000 è stata in Trentino la più anticipata; ciò ha determinato uve sane e giustamente mature, senza peraltro alterare l’equilibrio tra zuccheri e acidi. E’ iniziata il 24 agosto con le uve base spumante e si è sostanzialmente conclusa a fine settembre con una coda in ottobre per l’Enantio (Lambrusca a foglia frastagliata) e alcune partite di uve di alta collina per un 5% della produzione totale. In Alto Adige i primi grappoli di Sauvignon sono stati staccati all’inizio di settembre, seguiti da quelli di Pinot Grigio. La raccolta delle uve rosse è iniziata il 15 settembre con il Pinot Nero, a cui hanno fatto seguito le Schiave, il Lagrein ed il Merlot, per finire verso il 15 ottobre con il Cabernet. In evoluzione le contrattazioni, alquanto attive per i DOC e in particolare modo per Pinot Grigio e Muller Thurgau e i vini a base spumante, con incrementi medi di prezzo tra il 5 e il 10% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.


Veneto

In tutta la regione la raccolta è iniziata in 21 agosto con il conferimento del Pinot Grigio in anticipo di una settimana sulle normali date, per concludersi il 10 ottobre nel Veneto Orientale con la raccolta del Raboso ed il 15 nel Veneto Occidentale con le varietà di alta collina. I livelli produttivi, come del resto quelli quantitativi, sono molto eterogenei; nella parte orientale della regione si riscontrano infatti decrementi che raggiungono anche un 25% in meno per il Cabernet e un - 15% per il Merlot, mentre il Prosecco è attestato sui valori del 1999. In Veneto Occidentale gli incrementi riguardano il Merlot con un 10% in più, mentre calano del 10% la Garganega e le uve base Bardolino e Valpolicella. Le uve sono state conferite sane e mature con gradazioni zuccherine medie superiori a quelle dell’anno precedente ed un’acidità leggermente inferiore, anche se i valori di Ph sono in linea con quelli della passata campagna. Il mercato dei vini è piuttosto riflessivo e le quotazioni sono sostanzialmente stabili rispetto a quelle dello stesso periodo dell’anno scorso, con una leggera flessione per i vini da tavola.


Friuli Venezia Giulia

Le numerose grandinate verificatesi da luglio a settembre, che hanno colpito diverse zone di pianura e di collina, hanno provocato danni non trascurabili. La quantità di uva stimata molto abbondante all’inizio dell’estate, a conferimenti avvenuti è stata valutata leggermente inferiore a quella del 1999, tanto da far prevedere una produzione regionale vicina a 1.100.000 ettolitri. La qualità è compresa tra il buono e l’ottimo con gradazioni insolitamente elevate anche nelle zone di pianura, dove le maggiori punte qualitative sono rappresentate da Chardonnay, Pinot Grigio e Sauvignon per i bianchi e da Cabernet Franc per i rossi. In collina primeggiano Ribolla Gialla, Sauvignon e Tocai friulano affiancati da Merlot e Refosco. All’insegna della qualità anche le uve di Verduzzo base per la produzione di Ramandolo per il quale è in corso la pratica di riconoscimento a DOCG. Poche notizie per adesso dal mercato delle contrattazioni.


Emilia Romagna

La campagna ha registrato un anticipo di circa dieci giorni in Romagna e di cinque in Emilia per tutte le varietà, fatta eccezione per quelle precoci che sono state staccate a partire dal 17 agosto. A seguito di una piovosità difforme in primavera e in estate, nelle zone più orientali della regione si sono manifestati problemi dovuti alla siccità e che hanno portato alla diminuzione del peso dell’uva. Nelle zone collinari dell’Emilia le precipitazioni di inizio agosto hanno invece favorito l’ingrossamento degli acini determinando un’ottima qualità delle uve. Le brevi piogge che hanno anticipato settembre hanno favorito una perfetta maturazione, preservato i grappoli dai temuti attacchi parassitari e determinato un recupero di peso degli acini, tanto che il calo produttivo del 10% ipotizzato a fine agosto si è ridotto, a conferimenti avvenuti, al 5% in Emilia e a poco meno dello stesso valore in Romagna. Scarse al momento le contrattazioni che riflettono prezzi inferiori di almeno il 5% per i vini da tavola, mentre risultano stabili quelli dei VQPRD.


Toscana

L’eterogeneità climatica verificatasi nei mesi di giugno e luglio ha favorito l’insorgere di diversi focolai di malattie, come la peronospora che ha determinato in alcune zone una maturazione difforme. Il periodo di raccolta è risultato anticipato mediamente di oltre una settimana con punte anche di venti giorni. La vendemmia è iniziata il 21 agosto con la raccolta dello Chardonnay, continuando con il Merlot. Nella zona di Montalcino alcune aziende hanno vendemmiato il Sangiovese base Brunello prima della fine di agosto, mentre viene raccolto di solito attorno alla fine di settembre. A metà settembre sono iniziati i conferimenti di Canaiolo, Malvasia, Sangiovese e Trebbiano, cioè delle uve base per la produzione del Chianti. La vendemmia è quindi terminata in tutta la regione a metà ottobre. I riscontri di cantina danno gradazioni alcoliche superiori, ma una resa uva/vino inferiore rispetto al 1999. Per quanto attiene il mercato si riscontra una lievitazione dei prezzi che raggiunge anche il 20% per alcune tipologie di VQPRD ed il 10% per le IGT.


Marche

Le operazioni di raccolta nelle Marche sono iniziate il 16 agosto per le varietà precoci. Alla fine del mese sono stati staccati i primi grappoli di Verdicchio, mentre per il Sangiovese si è dovuta attendere la fine di settembre. La qualità dei vini è considerata ai massimi livelli per i rossi e praticamente uguale per i bianchi. Le piogge cadute nella seconda settimana di settembre hanno permesso di recuperare in qualità e in quantità facendo scendere il decremento produttivo dal 20% ipotizzato a fine agosto ad un più accettabile 10% riscontrato a fine vendemmia. Le operazioni si sono concluse nella seconda decade di ottobre con la raccolta del Montepulciano e delle uve destinate alle riserve di Verdicchio con un anticipo di circa due settimane sul periodo normale. I conferimenti hanno confermato un peso dei grappoli al di sotto della norma, ma un contenuto dell’acino in equilibrio. Il mercato non dà segni di ripresa se non per alcune limitate partite di vini DOC.


Lazio

Il periodo di raccolta è risultato anticipato di circa una settimana rispetto alla norma e, a conferimenti avvenuti, è stato confermato il calo di circa di circa il 5% rispetto allo scorso anno ipotizzato a fine agosto. La produzione del Lazio dovrebbe quindi attestarsi attorno ai tre milioni e mezzo di ettolitri. La vendemmia è iniziata il 21 agosto con le varietà precoci a cui sono seguite nei primi giorni di settembre quelle di Merlot, Montepulciano e Sangiovese. Per la raccolta di Malvasia e Trebbiano si è invece dovuta attendere la seconda decade del mese. I conferimenti sono terminati alla metà di ottobre, rallentati dalle piogge che comunque non hanno influito più di tanto sugli aspetti qualitativi e quantitativi. Le contrattazioni fanno registrare un ribasso del 10% sia per i vini da tavola che per i VQPRD.


Abruzzo

Nei mesi estivi si sono registrate temperature molto elevate che hanno portato ad un anticipo nella maturazione di oltre dieci giorni rispetto alla norma. La vinificazione delle uve Chardonnay è cominciata il 7 agosto e si è conclusa il 25 dello stesso mese. Nei primi giorni di settembre è iniziata la raccolta del Trebbiano a cui ha fatto seguito quello del Montepulciano. I conferimenti hanno avuto un decorso regolare fino al 2 ottobre quando, a causa di forti temporali, sono stati interrotti per essere ripresi il 12 per concludersi il 20 con gli ultimi arrivi di Montepulciano. La qualità può certamente definirsi ottima per i vini rossi che manifestano una esaltante intensità colorante ed una notevole struttura. Ridimensionato il decremento che, alla luce dei dati di cantina, risulta del 15% e non del 20 come ipotizzato a fine agosto. Le contrattazioni evidenziano un aumento medio del 5% per i vini rossi da tavola, mentre rimangono sostanzialmente invariate le quotazioni per bianchi e VQPRD.


Campania

La raccolta è stata anticipata mediamente di 7 giorni con punte di 15 nella provincia di Napoli. E’ iniziata a fine agosto nel Salernitano con le uve Fiano per proseguire nella seconda decade di settembre con quelle di Asprinio e con le uve bianche nel Beneventano, che vede circa il 50% dell’intera produzione viticola campana. La vendemmia è continuata quindi nel Napoletano e nel Casertano con la raccolta di Coda di Volpe, Pedirosso e Sciascinoso per concludersi infine in Irpinia. I conferimenti sono stati accompagnati da un buon andamento climatico, tranne che in Irpinia dove le piogge hanno disturbato la raccolta delle uve di Fiano e di Greco. Il decremento delle uve è complessivamente molto vicino al 10% rispetto alla produzione del 1999 ed interessa principalmente i vini rossi che presentano buccia spessa e peso medio dei grappoli inferiori alla norma. I primi riscontri di cantina mettono in luce elevate gradazioni alcoliche a cui però si contrappongono acidità titolabili piuttosto basse. I bianchi risultano ben strutturati e dotati di buon corredo di aromi primari, mentre i rossi evidenziano davvero ottime prerogative per l’invecchiamento. L’annata si presenta ai massimi livelli per l’Aglianico.


Puglia

In provincia di Bari la vendemmia delle uve Chardonnay, Pinot Bianco e Sauvignon ha avuto inizio il 3 di agosto, quindi con un anticipo mai verificatosi prima d’ora. Nella seconda decade dello stesso mese la raccolta ha interessato le altre varietà a bacca bianca (Bianco d’Alessano, Bombino Verdeca, Malvasia e Trebbiano). I conferimenti delle uve a bacca nera (Negroamaro, Primitivo, Sangiovese e Uva di Troia) hanno avuto inizio negli ultimi dieci giorni di agosto per culminare a metà settembre con un anticipo sensibile sulle normali date. Le fermentazioni si sono svolte in modo regolare, ma con una resa uva/vino inferiore alla media. I riscontri di cantina mettono in evidenza un’ottima caratterizzazione aromatica per i bianchi, mentre i rossi manifestano buona intensità di colore ed interessante struttura. Le operazioni di vendemmia si sono concluse il 20 ottobre con gli ultimi conferimenti di Aglianico, Montepulciano e Uva di Troia nella zona di Castel del Monte.


Sicilia

Le uve precoci e di qualità eccellente sono state vendemmiate a partire dal primo agosto con risultati di cantina assai elevati. Esse costituiscono però una minima percentuale degli oltre 8 milioni di ettolitri di vino mediamente prodotti ogni anno nell’isola. L’inizio della raccolta di uve tradizionali è entrato nel pieno il 10 settembre con un anticipo di dieci giorni rispetto al solito. Quantitativamente parlando si conferma un decremento produttivo medio del 15% rispetto alla scorsa annata. Facendo una media delle diverse e diversificate realtà che caratterizzano la viticoltura siciliana si può affermare che la qualità globale è più che buona, con diverse punte di ottimo ed alcune di eccellente per i vini rossi. Le contrattazioni delle uve fanno registrare un decremento generalizzato dei prezzi che raggiunge in alcuni casi il 15% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno prima.


Sardegna

Ancora una volta l’andamento climatico ha fortemente penalizzato le aziende che non dispongono di un minimo di irrigazione e che conseguentemente hanno avuto produzioni decurtate sia qualitativamente che in quantità. Decisamente diversa la situazione per coloro che hanno potuto soccorrere la vite nei momenti di bisogno, agevolando le ottimali condizioni fisiologiche d’accumulo create dal sole e dalle alte temperature che hanno reso facile la lotta alle comuni ampelopatie. Anticipata di circa dieci giorni la vendemmia in tutta l’isola, iniziata subito dopo ferragosto con le uve precoci, per continuare in settembre con quelle di Vermentino e chiudersi nei primissimi giorni di ottobre con le uve Cannonau e Cabernet. La qualità è alquanto eterogenea e oscilla tra il buono e l’ottimo a seconda delle zone e degli interventi adottati. In tutto il nord della Sardegna si registra un quantitativo pari a quello dello scorso anno, mentre nel Campidano, nell’Ogliastra e nel Sulcis il taglio produttivo è consistente, tanto da superare il 25% in alcune zone rispetto alla produzione precedente.


Come capita ogni anno Basilicata, Calabria, Liguria, Molise, Umbria e Valle d’Aosta non hanno fatto pervenire dati definitivi ed esaurienti. Ci auspichiamo che in un futuro prossimo l’informazione sulla vendemmia in Italia possa essere più completa.