Più di un milione
per
Cantine Aperte

Donne e giovani i nuovi
protagonisti dell’appuntamento


Giugno 2003
di Pier Luigi Nanni

 

Donne e giovani: sono loro i nuovi aficionados del turismo del vino. Ma ad aver preso d’assalto le 970 aziende che hanno spalancato le porte per Cantine Aperte è stato un vero e proprio esercito: ben 1.200.000 turisti hanno scelto di trascorrere domenica 25 maggio all’insegna del vino d’autore, in una festa di bottiglie, degustazioni, prodotti tipici e concerti.
Un successo senza precedenti per l’evento simbolo del Movimento Turismo del Vino, con un incremento del 20% sul 2002. Centinaia di cantine in tutte le regioni sono state pacificamente invase da gruppi di amici, giovani coppie, famiglie con bambini.
Ma l’identikit dell’enoturista-tipo sta cominciando a cambiare: se prima l’età media era sui 40-45 anni, sempre più si trovano in giro adesso giovani appassionati (25-30 anni) e soprattutto donne, che dopo essersi appassionate all’argomento e aver frequentato magari corsi di degustazione, vogliono ora verificare quanto appreso “sul campo”.
Punto forte per ogni territorio è stata la valorizzazione delle eccellenze agroalimentari, con speciali gemellaggi tra le bottiglie ed i salumi, le varietà di pane, i formaggi e i tesori Dop e Igp di cui è ricchissimo il nostro patrimonio enogastronomico.
Non sono mancati gli eventi e gli appuntamenti culturali, con mostre e concerti, e grande successo ha ottenuto l’accoppiata “vino & bici”, una delle novità di quest’anno: le escursioni su due ruote lungo appositi itinerari con soste nelle cantine, organizzate in collaborazione con la Federazione Italiana Amici della Bicicletta, hanno registrato il tutto esaurito, a conferma del ruolo positivo del cicloturismo per lo sviluppo e la conoscenza del territorio. Sono andate forte, in particolare, tra i molti sportivi e i gourmet più in forma, le gite in Toscana, in Sicilia, in Piemonte, in Emilia e nelle Marche.
“Il successo crescente di Cantine Aperte - afferma Francesco Lambertini, produttore emiliano da quest’anno alla guida del Movimento Turismo del Vino - dimostra che questo particolare tipo di turismo, un business valutato 2,5 miliardi di euro, è la molla ormai affermata per partire alla riscoperta del nostro Paese”. E quest’anno il turismo enogastronomico ha conosciuto una notevole accelerazione, anche perché le gravi difficoltà internazionali e la crisi economica hanno scoraggiato i lunghi spostamenti o le vacanze verso mete esotiche, favorendo invece i cosiddetti viaggi di prossimità contraddistinti dal connubio tra cibo, vino e arte.
Evoluzione della vecchia gita fuoriporta, il turismo enogastronomico punta dritto sui distretti enologici (secondo il Censis la classifica delle regioni vede in testa la Toscana, seguita da Piemonte, Veneto, Campania, Umbria) presi d’assalto da viaggiatori che desiderano trascorrere le proprie vacanze in mezzo alla natura, alla tranquillità e ai cibi genuini: gli indicatori più importanti di qualità della vita.
E poiché si tratta di clienti sempre più colti, informati ed esigenti, con notevole capacità di spesa (che per ogni 10 euro spesi in cantina ne lasciano sul territorio altri 50), è importate accendere i riflettori sulla qualità della accoglienza investendo sul servizio e le strutture ricettive. Proprio per rispondere a questa esigenza, le cantine si sono dotate di uno speciale codice di autoregolamentazione: il Decalogo dell’Accoglienza. I visitatori potranno d’ora in poi valutare le cantine in base al numero delle foglie di vite con cui sono state classificate (tre, quattro o cinque, a seconda di quanto le aziende vinicole hanno da offrire ai turisti).