Cronaca di “un’inviata speciale neofita” ad un Educational Tour per la stampa emiliana e Arga
“Natale tra gli olivi”

Garda, sabato 13 dicembre 2003


Non più solo Pasqua fra gli olivi! A Garda veronese è già per il 5° anno consecutivo che il Comune, in collaborazione con la Regione Veneto e con il Consorzio “Lago di Garda è……”, propone di trascorrerci anche il Natale.
E il calore con cui la delegazione di giornalisti emiliano-romagnoli è stata accolta sabato 13 dicembre dall’Assessore al Turismo del Comune di Garda – Antonio Casotti – e dal Direttore del Consorzio Bardolino e Bianco di Custoza – Giulio Liut, ricordava più le tiepide giornate primaverili della Pasqua piuttosto che il rigore invernale dell’Avvento, nonostante la bella giornata di sole e il clima mite tipico della zona del lago di Garda.
La delegazione, partita all’alba da Bologna, in controtendenza rispetto all’invasione dei visitatori del Motor Show (una vera fortuna per non rimanere subito imbottigliati nel traffico), era attesa presso il Comune di Garda verso le 10 circa.
A quell’ora, puntuale, il pullman che trasportava il gruppo entrava nell’ancora sonnecchiato paese di Garda.
Dopo un breve giro di ricognizione fra i chiostri natalizi in via di apertura, alle 11 si inizia la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa “Natale tra gli olivi”.
“L’obiettivo – spiega subito l’Assessore Casotti – è quello di far conoscere Garda come punto di riferimento del lago per tutto l’anno”.
E i dati che ci vengono forniti, quelli del 2001 sono certi, parlano chiaro, le potenzialità ci sono tutte: nella sola costa veronese sono attivi 511 alberghi, da una a quattro stelle, 60 campeggi e 400 tra bed&breakfast, garnì e residence, per un totale di 90.000 posti letto, 7.000 dipendenti (il 90% della popolazione) e un giro di affari di 10 miliardi di euro annui. Sempre nel 2001 si sono registrate 9 milioni e 200mila presenze, un quinto di quelle dell’intera Regione Veneto che, a sua volta, rappresenta il 10% dell’incoming nazionale.
Otto mesi di stagione, con offerte in grado di soddisfare le esigenze di una vasta clientela: dal turismo balneare a quello sulla neve, dai soggiorni termali a quelli improntati sull’attività sportiva, dalla cultura all’enogastronomia.
E proprio per gli appassionati di quest’ultima, questa zona del lago di Garda riserva non poche sorprese.
“Garda è uno dei 16 comuni che compongono la zona classica del Bardolino, una delle prime Denominazioni di Origine Controllata – ci informa il Direttore del Consorzio Giulio Liut. Il novello del Bardolino è anche il primo fra i novelli italiani ad aver ricevuto il riconoscimento D.O.C e, nel 2001, il Bardolino Superiore ha ottenuto la certificazione D.O.C.G., la sola di tutto il triveneto. Il vigneto del Bardolino Superiore ha più viti, però con meno produzione per ettaro: da 130 a 90 quintali; inoltre il vino deve subire un invecchiamento di almeno un anno prima di entrare in bottiglia.
Il Bardolino, prodotto da uve provenienti da vitigni autoctoni che si estendono dalla montagna alla fine delle colline: corvina, rondinella e molinara, ben si sposa con i piatti tipici della cucina gardesana: pappardelle con selvaggina, bigoli al torchio con salsa o anatra, gnocchi di patate oppure, per passare ai secondi: il bollito misto con la salsa pearà (fatta con la mollica di pane e il midollo del bue cotti lentamente in poco brodo di carne), la “pastissada de caval” e la selvaggina, ma anche coniglio, capretto, anatra e faraona. Naturalmente il pesce di lago (risotto con la tinca o con la fiuca, l’anguilla “con sguasset”, il lavarello e il carpione al cartoccio, la trota all’uva o lessata). Per quest’ultimo, più adatto è il Chiaretto, dal profumo floreale e fruttato tipico dei vini bianchi, che si ottiene però dalle stesse uve con cui si produce il Bardolino, dopo aver prelevato il mosto rimasto a contatto delle bucce solo per 24/36 ore.
La zona più meridionale a quella del Bardolino è votata ai bianchi. Dai vitigni di garganega, cortese, malvasia e riesling nasce il delicato Bianco di Custoza, dal sentore aromatico e dal profumo fruttato di mela golden, pera Williams e di fiori di acacia.
Lo si trova sia come spumante di pronta beva, classico, superiore e passito.
Infine, il Garda D.O.C., la cui denominazione dipende dal nome del monovitigno da cui è ottenuto es.: Garda Corvina, Garda Marzemino, Garda Merlot, Garda Sauvignon etc.
Insomma, per capacità infrastrutturale e tradizione culinaria, per dirla con le parole del Vicesindaco Rossi che ha chiuso la conferenza stampa “….l’offerta turistica del Garda è in grado di competere con tutto il mondo”.
Il Comune di Garda ha investito molto sull’iniziativa “Natale tra gli olivi”, anche con la speranza che altri comuni della zona seguissero l’esempio.
Anno dopo anno la manifestazione sta sempre più aprendo la propria ospitalità a diverse località che chiedono di aderire all’iniziativa, e che vengono scelte sulla base dell’interesse per un interscambio culturale, artigianale ed enogastronomico.
Quest’anno, dopo l’apertura da parte della Città di Innsbruck, i fine settimana che dal 21 novembre si susseguono fino al 6 gennaio, saranno animati con il folklore, i patti tipici e gli eventi musicali proposti dalla città tedesca di Beilngries, dal Comune di Pavullo nel Frignano, sull’Appennino modenese, dalla Regione dell’Istria croata e dal Comune di Ostiglia.
La delegazione è stata quindi ospite allo stand gastronomico che, ironia della sorte per chi pregustava già i succulenti piatti della cucina locale, proponeva invece, come da programma, le tipicità del comprensorio di Pavullo, a cui era dedicato quel fine settimana.
Quindi è stata la volta dei tortellini in brodo, delle crescentine con i salumi o, in alternativa, con l’umido e la salsiccia. Il tutto però innaffiato con ottimi Bardolino Superiore D.O.C.G. offerti da vari produttori della zona.
L’intensa giornata si è quindi conclusa con la visita a due importanti cantine site rispettivamente a Bardolino e a Custoza.
L’Azienda dei Conti Guerrieri-Rizzardi è una delle più qualificate produttrici del Bardolino Classico e del Chiaretto. Dopo una visita guidata alle cantine della stupenda Villa di proprietà, che sono situate proprio sotto le mura di cinta della cittadina di Bardolino, si approda inevitabilmente nella sala di degustazione, dove ci viene servito un ottimo Bardolino classico chiaretto del 2002, dai profumi floreali, da bere entro un anno dall’imbottigliamento. Sono seguiti un Bardolino Classico, dal bel colore rosso rubino, invecchiato in botte dai 4 ai 6 mesi, e lo speciale “Munus” 2001, Bardolino Superiore Classico, invecchiato per un anno in barrique.
Dopo un breve trasferimento fino a Custoza, ad accoglierci nell’Azienda agricola Monte del Fra’sono uno dei titolari della famiglia Bonanno e la figlia che ci presentano alcune punte di eccellenza della loro produzione: l’immancabile Bianco di Custoza, sia nella versione classica, da bere entro 6 mesi/un anno dall’imbottigliamento, che nella versione Superiore: il Ca’ del Magro, barricato sia, ancora, il Custoza passito: il Monastero, ottimo vino da dessert e meditazione.
Non paghi, la degustazione è proseguita con alcuni rossi: il Mascarpine, un prestigioso rosso strutturato prodotto da uve Merlot e Cabernet Sauvignon, invecchiato inizialmente in barriques, poi in botti grandi, per finire il suo affinamento in bottiglia; il Garda D.O.C. Corvina, ricavato solo da uve corvina in purezza, per terminare con il Corvina invecchiato del 2000.

E, ormai nel tardo pomeriggio, il rientro, accompagnato da una fitta nebbia.
Un piccolo dubbio rimane: era nebbia atmosferica o alcolica? Mah!

Daniela Zanon