Vendemmia 2003: la stangata del clima
La siccità ce le ha suonate di santa ragione
a cura di Umberto Faedi

I dati dalle regioni sono stati forniti dall’Associazione Enologi Enotecnici Italiani
Elaborazione, grafica e tabelle di Alessia Mattioli


Erano stati tutti troppo ottimisti! Alla fine di agosto, con la vendemmia già in corso praticamente in tutta Italia, l’Unione Italiana Vini concordava con l’Ismea nella previsione di 46,3 milioni di ettolitri prodotti. L’Assoenologi, dal canto suo, si spingeva addirittura a 47 milioni. Le aspettative di tutti i più qualificati addetti ai lavori sono state invece disilluse dalle condizioni climatiche troppo avverse che hanno caratterizzato tutta l’annata ed il risultato di questa vendemmia 2003 lo abbiamo ormai sotto gli occhi: siamo a 45 milioni di ettolitri, più o meno la stessa quantità dello scorso anno. Una vendemmia che avevamo sperato di dimenticare in fretta e che ci si ripresenta invece con puntuale attualità. Di certo i risultati qualitativi saranno un po’ migliori di quelli del 2002, ma la tendenza ad una minore quantità sembra divenire una costante della produzione italiana.
Generalmente i vini bianchi (quelli derivati da uve che non hanno sofferto troppo la siccità) manifestano una discreta freschezza ed una certa potenzialità olfattiva. Per i vini rossi sono decisamente aumentate le punte di ottimo nelle zone che nel mese di settembre hanno avuto temperature adeguate, escursioni notturne di un certo rilievo e precipitazioni al momento giusto.

L’andamento dell’annata. La primavera mite ha permesso un germogliamento regolare ed un’ottima fioritura, ma nella prima decade di aprile un flusso d’aria fredda ha determinato gelate notturne che hanno danneggiato seriamente le regioni centro-meridionali. In seguito l’alta pressione ha fatto registrare temperature superiori alla media stagionale in tutto il Centro-Nord e in Sardegna. A fine maggio era già estate con temperature attorno ai 30 gradi. Le piogge sono praticamente scomparse e la situazione è divenuta “africana” nell’ultima decade di luglio. Il gran caldo ha stimolato i processi fisiologici di accumulo, tanto che la maturazione è risultata anticipata pressoché in tutta Italia di circa 20 giorni. Nei terreni meno vocati già in luglio hanno iniziato a manifestarsi i primi sintomi di stress idrico che hanno costretto le viti ad alti livelli di sofferenza. Le provvidenziali piogge di settembre, che hanno aiutato le viti di quasi tutta la penisola, si sono dimostrate esagerate ed inclementi con la Sicilia: precipitazioni violente e concentrate hanno infatti determinato danni rilevanti.
La vendemmia è iniziata in Puglia ed in Sicilia nei primi giorni di agosto con la raccolta delle uve precoci. Le altre uve bianche tradizionali che normalmente si raccolgono nella prima settimana di settembre sono state quest’anno conferite in tutte le regioni a partire dal 20 agosto. La vendemmia ha avuto il suo culmine nella prima decade di settembre e si è conclusa a fine mese. All’inizio di ottobre rimanevano da raccogliere soltanto le varietà tardive come i Nebbioli, il Montepulciano, l'Aglianico e pochi altri.


Notizie dalle regioni d’Italia

Piemonte
Quantità: + 5%


Il ciclo vegetativo è stato fortemente influenzato dal clima asciutto e caldo che, dopo la fioritura, non ha più abbandonato i vigneti raggiungendo e superando in alcuni casi i 40 gradi centigradi. Per tutte le varietà l’andamento climatico ha determinato la formazione di grappoli spargoli con acini di dimensioni e peso al di sotto della media che hanno quindi comportato una resa uva/vino bassa ed un solo 5% di produzione in più rispetto alla scorsa annata quando si produssero 2.330.000 ettolitri di vino e si era detto che l’annata era stata scarsa. La raccolta è risultata anticipata di 15 giorni rispetto alla media e di sette rispetto al 2002. I conferimenti di Moscato e di Brachetto sono iniziati il 20 agosto. Per il Barbera si è dovuto attendere la seconda decade di settembre, mentre per i Nebbioli si è iniziato il 20 dello stesso mese. In pratica la raccolta delle uve piemontesi si è conclusa alla fine di ottobre. Le temperature sono calate al di sotto dei 30 gradi solo dalla prima settimana di settembre, periodo nel quale sono cadute anche preziose piogge che hanno tonificato i vigneti permettendo una maturazione equilibrata delle varietà tardive. I riscontri di cantina hanno però evidenziato un quadro aromatico non sempre perfetto ed una forza acida spesso carente. Si è però riscontrata in tutta la regione un’ottima sanità delle uve con alte gradazioni zuccherine per le varietà nobili che manifestano corpo e morbidezza, grazie anche all’eccellente avvio delle fermentazioni malolattiche. I primi riscontri fanno prevedere interessanti risultati qualitativi in particolar modo per Barbaresco, Barbera e Barolo.


Lombardia
Quantità: -10%

Alla fine del mese di settembre la raccolta delle uve Croatina e Cabernet ha concluso la vendemmia in Oltrepò Pavese ed in Franciacorta, mentre gli ultimi grappoli di Nebbiolo in Valtellina sono stati staccati intorno al 10 ottobre. La produzione 2003 può essere definita qualitativamente molto eterogenea, complessivamente buona con alcune punte di ottimo, ma in netto calo rispetto al 2002. Il grande caldo e l’assenza di precipitazioni hanno fatto scendere la resa uva/vino che, per Pinot e Chardonnay, è scesa fino a - 15%. Anche a fine agosto e per tutto il mese di settembre le precipitazioni sono state molto limitate. I rossi confermano grande struttura, buona armonia e quadro aromatico caratterizzato da profumi più evoluti rispetto a quelli che caratterizzano i vini giovani. Risultati che hanno fatto muovere il mercato, il quale registra incrementi compresi tra il 15 ed il 20% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con punte superiori per varietà come il Pinot Grigio. In tutte le zone vitivinicole della Lombardia la quasi totale assenza di precipitazioni dal mese di marzo ed il grande caldo hanno prodotto un’accelerazione della maturazione stimata tra i 15 e i 25 giorni. La vendemmia in Franciacorta e il Oltrepò è iniziata l’11 agosto con la raccolta delle uve base spumante Chardonnay e Pinot Nero. In Valtellina i primi grappoli di Nebbiolo sono stati vendemmiati il 20 settembre. Il grande caldo e la costante siccità hanno determinato in molti vigneti lombardi un forte stress idrico che ha portato in primo luogo ad un’accelerazione dei processi di maturazione e successivamente ad un parziale blocco dei medesimi, con la conseguente formazione di acini più piccoli, di minor peso e con la buccia meno spessa rispetto al solito. Anche in Lombardia risultano interessanti le gradazioni zuccherine delle uve, che si contrappongono però ad una carenza acida ed a una defezione del quadro aromatico.


Trentino Alto Adige
Quantità: + 5%


Le caratteristiche di un’annata conclusasi in tutta la regione con gli ultimi conferimenti avvenuti intorno alla metà di ottobre si possono sintetizzare in una qualità interessante ed una quantità inferiore del 10% in Alto Adige e di una buona qualità con un incremento produttivo del 5% in Trentino. Assai interessante la qualità dei vini derivanti da uva a bacca rossa, in particolare Cabernet e Merlot in Alto Adige, Marzemino e Teroldego in Trentino. In questa regione si è avuto un avvio di vegetazione normale dopo un inverno asciutto seguito da temperature al di sopra della media che hanno determinato un continuo anticipo delle fasi fenologiche, determinando così una maturazione anticipata per le uve di 10 giorni rispetto al 2002 e di quindici giorni rispetto alla media pluriennale, tanto che molte aziende hanno imposto i conferimenti solo nelle ore mattutine in modo da non perdere le potenzialità qualitative. Le scarse piogge sono state compensate da irrigazioni di soccorso che hanno ristabilito quasi ovunque gli equilibri necessari. L’uva è stata conferita alle cantine in ottima condizione sanitaria, con grappoli però piuttosto spargoli, di peso inferiore alla norma e con contenuti acidi spesso modesti o carenti. La raccolta dei prodotti base spumante è iniziata in Trentino verso ferragosto, mentre in Alto Adige si è iniziato una settimana dopo. Per le uve bianche tradizionali che fanno da base per il vino fermo come Chardonnay, Pinot Grigio e Sauvignon, la raccolta è iniziata in tutta la regione intorno al 20 di agosto. La vendemmia delle uve a bacca rossa è iniziata nella prima decade di settembre con Merlot, Pinot Nero E Teroldego a cui sono seguite Lagrain e Schiava. La vendemmia in Trentino Alto Adige ha raggiunto il suo culmine a metà settembre. Il mercato è assai debole a causa dei prezzi alti richiesti momentaneamente dai produttori
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Veneto
Quantità: + 10%


In quasi tutto il Veneto le precipitazioni sono state inferiori di oltre il 40% alla media stagionale; infatti per quattro mesi non ha pressoché mai piovuto. Le alte temperature a partire dal mese di maggio non hanno concesso tregua e in giugno l’insolazione è risultata superiore al solito del 30%. Queste condizioni hanno messo a dura prova quasi tutti i vigneti della regione. In Veneto occidentale la raccolta è iniziata il 12 agosto con le uve precoci ed il 19 in Veneto orientale con Chardonnay e Pinot Grigio seguiti dalle varietà tradizionali. Per Cabernet, Merlot e Prosecco si sono attesi i primi giorni di settembre, mentre già al 20 dello stesso mese si è praticamente chiusa la campagna con gli ultimi conferimenti. Anche in Veneto è risultato decisamente interessante il contenuto zuccherino e a un ottimo grado lo stato sanitario delle uve, a cui però si è contrapposta una carenza del patrimonio aromatico ed una bassa forza acida. La resa uva/vino è risultata scarsa a causa della conformazione dei grappoli che hanno presentato acini più piccoli e buccia più spessa. La qualità generale risulta molto eterogenea, visto che anche nella stessa provincia si riscontrano situazioni diametralmente opposte a seconda della quantità di acqua con la quale si è potuto soccorrere la vite nei momenti più critici, della conformazione del terreno, del tipo di vitigno e della forma di allevamento adottata. Le contrattazioni all’ingrosso per le uve bianche risultano piuttosto contenute a causa dei prezzi elevati richiesti dai produttori. Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Grigio, Prosecco e Verduzzo sono le uve più richieste dal mercato. Per i vini rossi i prezzi sono momentaneamente allineati a quelli del 2002.


Friuli Venezia Giulia
Quantità: + 10%


L’intera annata vitivinicola è stata caratterizzata da un andamento climatico piuttosto anomalo contraddistinto da caldo torrido e scarse precipitazioni. Un clima inusuale per questa regione che ha portato da un lato ad indubbi benefici come l’assenza di ampelopatie rilevanti e conseguente ottimo profilo fitosanitario, ma dall’altro ha creato notevoli disagi nelle zone non coperte da irrigazione di soccorso. La mancanza di precipitazioni invernali ha determinato un germogliamento disomogeneo, evidenziatosi soprattutto nei terreni ghiaiosi di pianura. Le fasi di accrescimento hanno risentito in maniera sostanziale della mancanza di precipitazioni e lo stress idrico si è evidenziato fin dall’inizio di luglio. La vite ha avuto un regolare sviluppo nei vigneti che hanno potuto usufruire di irrigazione, mentre dove non è stato possibile irrigare la siccità ha lasciato il segno. Tutto questo ha portato ad un anticipo della maturazione e quindi delle operazioni di raccolta. Le uve bianche tradizionali Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Grigio hanno cominciato ad arrivare in cantina a partire dal 20 agosto. Buono il contenuto zuccherino mentre i patrimoni acidi e quelli aromatici sono risultati inferiori alla media. Diversa la situazione per le uve rosse che hanno beneficiato dei piovaschi di fine agosto e dei conseguenti cali di temperatura, che hanno quindi determinato un buon profilo aromatico, un ottimo colore e una buona struttura. La raccolta di Merlot è iniziata alla metà di settembre, seguita dalle altre varietà che hanno portato alla conclusione della vendemmia per Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Refosco. I conferimento sono terminati intorno al 20 ottobre con le uve Verduzzo destinate alla produzione del Ramandolo e del Picolit. I riscontri di cantina hanno evidenziato una buona qualità con diverse punte di ottimo, soprattutto per i vini rossi e per le varietà vendemmiate tardivamente.


Emilia Romagna
Quantità: - 5%


La ripresa vegetativa è avvenuta regolarmente ma il germogliamento è stato disturbato da alcune gelate tardive. Il clima è diventato molto caldo fin dal mese di maggio e le precipitazioni sono praticamente scomparse. Questi fattori hanno portato ad una rapida accelerazione dei processi di maturazione, determinando problemi di stress idrico soprattutto nei vigneti collinari. In Romagna le varietà precoci Chardonnay e Pinot Bianco sono state raccolte a partire dal 12 agosto, mentre in Emilia queste uve sono arrivate in cantina a partire dal giorno 20. In Emilia nei primi giorni di settembre è iniziata la raccolta dell’Ancellotta alla quale ha fatto seguito quella dei lambruschi terminata nella prima settimana di ottobre con i conferimenti di Castelvetro, Grasparossa, Marani e Sorbara. La maturazione di diverse varietà è risultata assai eterogenea in Romagna in particolar modo per Albana e Sangiovese le cui uve sono state raccolte in epoche diverse, mentre per il Trebbiano la campagna ha avuto un andamento regolare. I conferimenti si sono conclusi nella prima decade di ottobre con le ultime cassette di Cabernet Sauvignon e Sangiovese. In tutta la regione i riscontri di cantina evidenziano gradazioni zuccherine abbastanza elevate, con valori molto bassi in acidità e resa uva/vino inferiori alla media a causa di acini piccoli e di grappoli di poco peso. Si stima che in tutta l’Emilia Romagna la produzione complessiva calerà del 5% rispetto allo scorso anno. Il mercato fa registrare scarse contrattazioni e la tendenza generale è sul mantenimento dei prezzi spuntati nel 2002.


Toscana
Quantità: - 15%


Il germogliamento è iniziato nei vigneti collinari meglio esposti nei primi giorni di aprile. Il freddo comparso nella prima decade del mese ha determinato danni non trascurabili soprattutto a causa della gelata tardiva della notte tra il sette e l’otto aprile. Le piogge sono state frequenti ma di modesta entità. La fioritura è iniziata in condizioni ottimali dopo il 20 maggio. Le infezioni di peronospora sono state evitate aprendo la porta ad una buona allegagione. Nel mese di giugno la vite ha proseguito normalmente il suo ciclo vegetativo, nonostante le alte temperature, grazie alle riserve idriche accumulate nel periodo invernale. Dalla seconda metà di luglio e per tutto il mese di agosto le piante, in particolare quelle ubicate nei terreni più secchi, hanno iniziato a manifestare sintomi da stress idrico con la nascita di grappoli più piccoli, un aumento del rapporto buccia/polpa e una diminuzione del peso del grappolo stesso. Ne è così conseguita una sensibile riduzione della produzione stimata per il 2003 in circa 2 milioni di ettolitri, vale a dire il 15% in meno rispetto alla precedente campagna. La vendemmia è iniziata il 7 agosto con le varietà precoci. A fine mese sono stati staccati i grappoli di Ciliegiolo e Merlot, mentre per Cabernet e Sangiovese si è dovuta attendere la fine della prima settimana di settembre. Le operazioni vendemmiali si sono concluse in tutta la regione intorno al 20 di ottobre. I riscontri di cantina evidenziano una resa uva/vino inferiore alla media ma livelli qualitativi di tutta considerazione soprattutto per i vini rossi destinati ad un medio o lungo invecchiamento.


Marche
Quantità: - 15%


La qualità complessiva è alquanto eterogenea e la quantità risulta di oltre il 15% inferiore rispetto all’anno scorso.
Questo è dovuto principalmente ad alcune varietà precoci ed al Sangiovese che hanno registrato un 40% in meno di resa nell’Ascolano e di un 30% in meno nel Pesarese. Tutto questo sintetizza un’annata iniziata con temperature elevate ed interrotta dalla gelata del 7 e 8 aprile che ha colpito duramente le viti che avevano già iniziata la fase del germogliamento. La mancanza di precipitazioni per quattro mesi ed i caldo che ha raggiunto temperature africane hanno portato diversi vigneti di Montepulciano e Sangiovese a soffrire di stress idrico a cominciare dalla metà di luglio. La produzione 2003 è caratterizzata nelle Marche da un sostanziale calo produttivo, da un peso medio del grappolo inferiore alle ultime annate e da una raccolta anticipata di un paio di settimane rispetto alla norma. La qualità è generalmente buona con diverse punte di ottimo per Montepulciano e Verdicchio.


Lazio
Quantità: - 5%


Nel comprensorio dei Castelli Romani sono bastati pochi millimetri di pioggia dopo 150 giorni senza precipitazioni per ritonificare gli acini nella prima decade di settembre. La vite è andata incontro a fenomeni di stress idrico solo in quei terreni a poca ritenzioni e tendenzialmente siccitosi. I processi di maturazione sono stati anticipati di 15 giorni rispetto alla norma, tanto che i primi grappoli di Chardonnay sono stati vendemmiati il 18 agosto. Il 25 è iniziata la raccolta del Bellone, della Malvasia del Lazio, del Merlot e del Trebbiano Verde. Il primo settembre è toccato ai tradizionali trebbiani e alla Malvasia di Candia. Le operazioni di raccolta si sono concluse due settimane dopo con la vendemmia di Montepulciano e Shyraz. Qualità e quantità sono alquanto eterogenee e determinate nelle diverse zone dal livello delle precipitazioni e dalla possibilità di avere soccorso i vigneti nei periodi di maggiore crisi. Complessivamente più che buona e con diverse di ottimo la qualità dei vini di questa regione.


Abruzzo
Quantità: - 10%


L’inverno assai freddo con abbondanti nevicate si è prolungato sino ai primi giorni di aprile, creando così un’abbondante e preziosa riserva idrica. Nella prima decade di aprile una violenta gelata ha causato ingenti danni allo Chardonnay con una perdita di potenzialità produttiva stimata attorno al 40%. Dai primi giorni di maggio non si sono segnalate precipitazioni di rilievo, fatta eccezione per qualche temporale estivo accompagnato in alcuni casi da violente grandinate. Alla fine di agosto si sono registrati in alcune zone di media ed alta collina caratterizzate da terreni ghiaiosi danni dovuti a stress idrico che ha determinato un rallentamento dei processi fisiologici della vite che si sono prolungati fino alla fine della prima decade di settembre quando sono ricomparse le piogge. La raccolta dello Chardonnay è iniziata il 12 agosto per continuare fino alla fine del mese. Le altre varietà autoctone a bacca bianca (Pecorino e Trebbiano) sono state portate in cantina nella prima settimana di settembre. Cabernet, Merlot e Sangiovese sono stati raccolti a partire dal 15 settembre, mentre per il Montepulciano si è dovuta attendere l’ultima settimana del mese. Le operazioni di raccolta sono terminate a metà ottobre. Quantitativamente si stima un decremento produttivo medio di circa il 10% rispetto al 2002. La qualità è piuttosto eterogenea: l’ottimo si mescola con il buono ed il mediocre con l’eccellente. I riscontri di cantina evidenziano che il prodotto proveniente da vigneti ubicati in terreni più freschi e con adeguati portainnesti è di ottima qualità. Per quanto riguarda le contrattazioni si registra un aumento dei prezzi all’ingrosso per i vini bianchi di quasi il 10% rispetto all’anno scorso, mentre i rossi rimangono momentaneamente sui livelli del 2002.


Campania
Quantità: - 10%


Nonostante il caldo crescente il ciclo vegetativo è decorso in modo regolare fino a metà agosto grazie alle brevi ma provvidenziali precipitazioni di fine luglio. Alcune zone hanno tuttavia risentito delle gelate che in aprile hanno colpito i vigneti. La lunga estate che ha caratterizzato il 2003 si è protratta per tutto il mese di agosto, accelerando la maturazione delle uve di circa due settimane rispetto alla media stagionale. Le viti ubicate in terreni asciutti e non soccorse da irrigazione sono state messe a dura prova e hanno dato vita a grappoli piccoli con un basso rapporto solido/liquido. Questo andamento climatico è stato fortunatamente interrotto nei primi giorni di settembre da una serie di piogge diffuse che hanno modificato lo stato di carenza idrica, determinando un abbattimento delle temperature che ha favorito l’ultima fase di maturazione delle uve a bacca nera, in particolare modo quelle di Aglianico e Piedirosso notoriamente più tardive. La vendemmia delle uve a bacca bianca è iniziata nel Cilento il primo settembre con i conferimenti di Fiano, è proseguita nell’Avellinese con l’Asprinio base spumante, Coda di Volpe, Falanghina, Malvasia e Trebbiano per concludersi con Greco di Tufo. La vendemmia delle uve a bacca nera è invece cominciata nel Cilento il 15 settembre con la raccolta dei grappoli di Aglianico e Piedirosso, ed è continuata con le uve dell’Isola d’Ischia, della Penisola Sorrentina, della zona del Vesuvio e di quella Flegrea. Confermata anche in Campania l’assenza di attacchi parassitari. Le gradazioni naturali sono piuttosto elevate contrapposte però a bassa acidità e a una scarsa resa uva/vino.


Puglia
Quantità: + 5%


La vendemmia è iniziata nei primi giorni di agosto con Chardonnay, Pinot Bianco e Sauvignon. Le analisi di cantina hanno subito evidenziato un elevato contenuto zuccherino, ma una resa uva/vino scarsa alla quale si somma una forza acida carente a causa dell’andamento climatico assai avaro di piogge. Anche il quadro aromatico risulta non sempre equilibrato. Nella prima decade di settembre è iniziata la vendemmia di Malvasia Bianca e Trebbiano, seguita da quella delle varietà autoctone: Bianco d’Alessano, Bombino Bianco, Fiano Minutolo, Pampanuto e Verdeca. Rilevanti ai fini della maturazione e del risultato finale sono state le piogge abbondanti di inizio settembre che hanno salvato quei vigneti non forniti di impianti di irrigazione. La vendemmia delle uve a bacca nera è iniziata alla fine di agosto in condizioni climatiche ideali. In provincia di Taranto il Primitivo di Manduria ha registrato un sensibile decremento della produzione. Nell’alto e basso Salento le operazioni di raccolta hanno avuto inizio nei primi giorni di settembre con Malvasia Nera e Negroamaro, vitigni base per le Doc salentine, per concludersi a fine mese. La raccolta di Aglianico, Bombino Nero, Montepulciano e Uva di Troia è iniziata nella terza decade di settembre per terminare dopo il 15 di ottobre. Nonostante la perfetta sanità delle uve i prodotti manifestano qualità eterogenea, complessivamente buona e con diverse punte di ottimo e di eccellente. Per quello che riguarda le contrattazioni di mosti e vini la tendenza è di un aumento generalizzato ma su livelli più bassi delle quotazioni fatte registrare per le uve all’inizio di settembre.


Sicilia
Quantità: + 5%


Le abbondanti piogge invernali, le discrete precipitazioni primaverili e le temperature non eccessive che hanno caratterizzato il ciclo vegetativo della vite hanno portato tutta la Sicilia ad un inizio di vendemmia di assoluto interesse sia sotto l’aspetto quantitativo che qualitativo. A causa delle alte temperature verificatesi dopo ferragosto la raccolta delle varietà tradizionali autoctone è stata anticipata di una settimana. Il massimo dei conferimenti è avvenuto nella prima decade di settembre; e per fortuna, dato che le scroscianti piogge cadute a partire dal giorno 13 hanno rallentato le operazioni vendemmiali per diversi giorni, portando così ad un ridimensionamento delle gradazioni zuccherine ed innestando in diverse zone massicci attacchi di botrite che hanno negativamente influito sulla quantità e sulla qualità. Per tanto le più che ottimistiche previsioni fatte alla fine di agosto sono rimaste valide solo per le uve vendemmiate entro la prima metà del mese di settembre. Catarratto, Cabernet, Chardonnay, Grecanico, Grillo, Inzolia, Merlot, Muller Thurgau, Nero d’Avola, Pinot Nero e Shyraz si sono più che decentemente salvate, mentre si è avuto un crollo per le altre qualità. A causa di questo improvviso e negativo andamento meteorologico i conferimenti si sono protratti fino alla seconda decade di ottobre con la raccolta delle uve tardive della zona dell’Etna e del Palermitano. La qualità oscilla dall’ottimo al medio a seconda del periodo di raccolta delle uve. Per quanto concerne la quantità si stima un leggero incremento rispetto allo scorso anno, che fa ipotizzare una produzione complessiva di vino stimata intorno ai 6,5 milioni di ettolitri. Le contrattazioni in novembre sono state scarse e riguardano principalmente i mosti ed i vini di pregio che comunque hanno spuntato quotazioni assai vicine a quelle dello scorso anno.


Sardegna
Quantità: + 10%


Lo scorso anno il decremento quantitativo del 15% rispetto alla media quinquennale fu causato dall’andamento stagionale bizzarro, caratterizzato dall’alternarsi di piogge e caldo nei momenti sbagliati. Quest’anno le abbondanti precipitazioni invernali hanno rimpinguato le scorte idriche del terreno determinando un ottimo germogliamento ed un congruo sviluppo vegetativo. Tutto questo ha permesso alla vite di reggere la siccità che ha caratterizzato la stagione estiva e che ha portato la Sardegna a risultare in più occasioni tra le regioni italiane più calde con punte di 40° centigradi protrattesi per più giorni. Nonostante ciò nell’ultima decade di agosto diversi vigneti non adeguatamente soccorsi nei giorni critici sono entrati in stress idrico causando un netto calo della produzione che si preannunciava quantitativamente elevata. Nessun problema invece per gli impianti che hanno potuto usufruire di irrigazioni di soccorso e per i quali i li velli qualitativi e quantitativi sono rimasti alti. In Sardegna i conferimenti sono iniziati con due settimane di anticipo rispetto alla media pluriennale. I primi grappoli sono stati staccati a fine agosto con la raccolta del Vermentino, cui ha fatto seguito il Cannonau nella seconda metà di settembre. Nuragus e Torbato hanno chiuso la vendemmia nella terza decade del mese.


 

La vendemmia 2003 in Europa

Dalle prime stime provenienti dai Paesi produttori dell’Unione Europea nel 2003 Italia, Francia, Spagna, Germania, Portogallo, Grecia, Austria, Lussemburgo, Inghilterra e Belgio produrranno complessivamente poco più di 152 milioni di ettolitri rispetto ai 159 milioni del 2002 ed ai 164 del 2001. Il decremento produttivo è quindi molto evidente, visto che ammonta al 4,1% rispetto allo scorso anno ed al 7,4% rispetto al 2001. Gli unici Paesi in controtendenza sono il Portogallo e la Spagna che hanno ben ristrutturato i loro vigneti e che grazie alle abbondanti piogge primaverili hanno ricostituito le loro riserve idriche e la Grecia.

Austria
La produzione risulta inferiore di circa il 4% rispetto al 2002 e alla media degli ultimi 5 anni. Si prevede infatti una produzione di 2,5 milioni di ettolitri di vino e mosti rispetto ai 2,6 milioni dell’anno scorso.

Francia
La produzione globale comprensiva di vino e dell’eventuale destinazione per mosti, succhi d’uva e cali di concentrazione è stimata intorno ai 46 milioni di ettolitri, un quantitativo inferiore di oltre l’11% rispetto a quello del 2002 (52 mioni di ettolitri) e di circa il 17% se riferiro al 2001 quando la produzione ammontò a 55,3 milioni di ettolitri.

Germania
Quest’anno si prevede una produzione di 8 milioni di ettolitri di vino, mosti e succhi d’uva. Un quantitativo inferiore di oltre il 21% rispetto a quello dello scorso anno e del 18% se riferito alla media dehli ultimi dieci anni. Come sempre la quasi totalità della produzione tedesca sarà destinata a vini di qualità prodotti in regione determinata (VQPRD).

Grecia
Si produrranno circa 3,6 milioni di ettolitri di vino, quantitativo superiore di circa il 17% rispetto alla produzione dello scorso anno che risultava in linea con la media degli ultimi dieci anni.

Portogallo
I rilievi evidenziano un quantitativo superiore del 5% rispetto a quello della passata campagna. Si stima quindi una produzione di 7 milioni di ettolitri superiore di oltre il 7% rispetto alla media degli ultimi cinque anni (6,5 milioni).

Spagna
La produzione complessiva sarà di 40 milioni di ettolitri conprensivi di mosti, succhi d’uva e cali di concentrazione. Un quantitativo superiore dell’1,5% rispetto a quello dello scorso anno (39,4 milioni di ettolitri) e del 4,5% se riferito alla media degli ultimi cinque anni (38,3 milioni di ettolitri).

Per quanto riguarda gli altri Paesi produttori dell’Unione Europea ossia Lussemburgo, Belgio ed Inghilterra si ritiene che possano produrre complessivamente circa 153.000 ettolitri di vino così ripartiti: Lussemburgo 135.000, Inghilterra 16.000 e Belgio 2.000
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