Vendemmia 2004: finalmente bene!
Dopo due anni difficili si torna alla normalità
a cura di Umberto Faedi

I dati dalle regioni sono stati forniti dall’Associazione Enologi Enotecnici Italiani
Elaborazione, grafica e tabelle di Alessia Mattioli


Da quest’ultima vendemmia arriveranno 53 milioni di ettolitri di vino: un incre-mento del 20% rispetto allo scorso anno (44,1 milioni di ettolitri) che diede una delle produzioni più contenute degli ultimi 50 anni. Fatta eccezione per Lazio e Sicilia tutte le regioni fanno registrare incrementi di almeno il 20% rispetto alla campagna 2003. Le previsioni di fine agosto sono state rispettate: il mese di settembre è decorso nel modo più opportuno, regalando giorni di sole, qualche pioggia ed una buona escursione termica notturna. Condizioni che hanno determinato, dopo due campagne discutibili, un’annata che per la stragrande maggioranza delle regioni si annuncia decisamente più che buona. Tra le migliori degli ultimi vent’anni per i vini bianchi e, per buona parte dei rossi, molto vicina a quella del 1997. Il 2004 pertanto sarà uno dei millesimi più interessanti degli ultimi anni. Per quanto possiamo anticipare dal mercato, a tutto ottobre le contrattazioni erano in Italia piuttosto scarse. L’abbondante produzione, nonostante l’elevata qualità, frenava ancora in novembre i contratti e soprattutto i prezzi all’ingrosso, la tendenza dei quali rimane improntata ad un generalizzato ribasso sia dei vini bianchi che di quelli rossi, rispetto ai prezzi spuntati nello stesso periodo dello scorso anno. I ribassi variano a seconda delle zone e delle tipologie di pro-dotto e sfondano anche il 35% per vini

L’andamento dell’annata. Le abbondanti precipitazioni dei mesi invernali hanno ripristinato le riserve d’acqua depauperate dalle alte temperature del 2003 ed hanno permesso una ripresa normale del ciclo vegetativo. Anche i mesi primaverili sono stati caratterizzati da precipitazioni frequenti accompagnate da temperature che, dal Veneto alla Sicilia, si sono rivelate al di sotto della media e che hanno ritardato la fioritura, prolungandola nel tempo. Così la eccellente allegagione lasciava già intravedere la possibilità di un’annata dalla produzione abbondante. Nei mesi estivi non si sono registrate temperature torride, anzi il termometro è rimasto, nella stragrande maggioranza dei casi, sotto i 30°C fatta eccezione per la fine di luglio e durante i periodi canonici di agosto quando si sono segnalati alcuni circoscritti e brevi picchi di 32/34°C, comunque mitigati da una pronunciata escursione termica ed interrotti da precipitazioni spesso a carattere temporalesco. L’invaiatura, su quasi tutto il territorio nazionale, è iniziata nelle normali epoche o con qualche giorno di ritardo, permettendo un lento ma graduale successivo periodo di maturazione. Non si sono registrate gelate né primaverili né tardive, mentre qualche preoccupazione l’ha creata la grandine che, in certe zone, ha colpito a fasce in modo pesante vendemmiando anticipatamente diversi vigneti il 20 giugno nella parte orientale dell’Oltrepò Pavese o il 1° luglio nel Veneto occidentale. Inoltre il caldo, il tasso di umidità e le diverse precipitazioni che si sono susseguite dalla primavera all’estate, hanno permesso alla vite “un ciclo vegetativo in discesa, ma hanno anche determinato le condizioni ideali per l’insorgere, dal Piemonte alla Sicilia, delle più temute ampelopatie: oidio e peronospora, che hanno colpito molti vigneti procurando danni però solo in quelli non tecnicamente monitorati e gestiti.


Dati e variazioni delle singole regioni

Piemonte
Quantità: + 35%

L’epoca di vendemmia è risultata forte-mente ritardata rispetto al 2003, ma nella norma pluriennale. I primi consistenti quantitativi di Pinot nero e Chardonnay, sono stati staccati nella prima settimana di settembre, mentre lo scorso anno i conferimenti iniziarono a metà agosto. Le uve di Moscato sono state vendemmiate a partire dall’8 settembre, seguite da quelle di Dolcetto. Gli ultimi grappoli di Barbera sono stati raccolti intorno alla metà di ottobre mentre per le uve di Nebbiolo la vendemmia si è protratta fino ai primi giorni di novembre. L'andamento climatico del periodo vendemmiale è stato co-stantemente caratterizzato da belle giornate. Le uve sono state conferite quasi ovunque molto sane, con grappoli grossi e pesanti: alta quindi la resa in mosto. Ottimo il contenuto in zuccheri a cui si af-fianca una forza acida di tutta considerazione che la lunga estate settembrina ha attenuato portando i grappoli ad un equilibrio di maturazione di buona considerazione. Estremamente favorevoli le previsioni per la qualità dei vini che non mancheranno di manifestare diverse punte di vivo interesse sia nei bianchi che nei rossi: in particolare per il Moscato d'Asti, Barbera e Nebbioli base Barolo e Barbaresco. Quantitativamente, a fine agosto, si stimava una produzione superiore del 20% a quella del 2003; oggi l’incremento sembra indicare il 35%. In tutto il Piemonte si produrranno pertanto oltre 3 milioni di ettolitri di vino. Il mercato dei vini e delle uve all’ingrosso è partito be-ne, ma i riconosciuti livelli quantitativi di produzione hanno successivamente determinato un calo delle quotazioni che oggi sono inferiori mediamente di almeno il 15% rispetto allo stesso periodo del 2003, fatta eccezione per il Moscato che, grazie all’accordo interprofessionale, ha mantenuto i prezzi dello scorso anno.


Lombardia
Quantità: + 20%

Quest’anno la grandine ha preoccupato i viticoltori lombardi come non mai. Disa-strosa quella abbattutasi il 20 giugno nella parte orientale dell’Oltrepò Pavese danneggiando oltre 220.000 quintali di uva. Anche nella Bergamasca, in particolar modo nella zona di produzione del Valcalepio, del Moscato di Scanzo ed in Franciacorta, la tempesta non ha risparmiato fasce di vigneti causando non trascurabili danni.Nella norma pluriennale il ciclo vegetativo che è risultato però posticipato di oltre due settimane rispetto allo scorso anno. In Oltrepò Pavese ed in Franciacorta le operazioni di raccolta sono iniziate il 20 agosto con la vendemmia degli Chardonnay base spumante a cui sono seguite quelle dei Pinot. In Oltrepò, per le uve di Barbera, si è dovuta attendere l’ultima decade di settembre, mentre per quelle di Bonarda e Croatina i primi giorni di ottobre. La vendemmia è terminata in provincia di Pavia con i conferimenti delle uve di Cabernet e si è conclusa in Valtellina nei primi giorni di novembre. Le analisi di cantina mettono in luce un buon contenuto zuccherino, affiancato da una discreta forza acida e, per le uve a bacca rossa, da un interessante contenuto polifenolico. I processi fermentativi si sono svolti nel migliore dei modi e fanno prevedere prodotti equili-brati, qualitativamente assai interessanti, tra i migliori degli ultimi dieci anni. Il 2004 porterà in Lombardia oltre un milione di ettolitri di vino, il 20% in più rispetto alla scorsa campagna. Le contrattazioni all’ingrosso delle uve precoci sono partite bene, ma l’evidente aumento di produzione ha successivamente abbattuto i prezzi che segnano un decremento medio com-preso tra il 15 ed il 20% rispetto allo stesso periodo del 2003.


Trentino Alto Adige
Quantità: + 25%


Ottime le condizioni climatiche che hanno caratterizzato in tutto il Trentino Alto Adige le operazioni di raccolta. Dall’inizio della vendemmia si sono registrate solo due giornate di pioggia, a cui è seguito tempo asciutto e ventilato, con temperature notturne molto fresche. L’eccezionalità dell’andamento meteorologico si è tradotto nella raccolta di uve perfettamente sane, con ottime gradazioni zuccherine e buoni tenori acidi. La produzione è abbondante. Il dato comune è l’elevato peso medio dei grappoli. Si può affermare che il livello produttivo in tutta la regione si sia assestato su un più 25% rispetto alla vendemmia 2003. In Trentino i conferi-menti sono iniziati nei primi giorni di settembre con le uve base spumante (15/20 giorni di ritardo rispetto al 2003). Tra il 10 e il 15 è stata la volta delle uve bianche da vino a partire dal Pinot grigio, per continuare con Chardonnay, Muller Thurgau e Sauvignon. A fine mese è toccato alle varietà a bacca nera: Te-roldego, Marzemino, Lagrein. La vendemmia in Trentino si è conclusa nella seconda decade di ottobre con la raccolta di Cabernet, Schiava della Valle di Cembra ed Enantio in Vallagarina. In Alto Adige, alla fine del mese, ci sono stati gli ultimi conferimenti di Cabernet. Le analisi di cantina evidenziano in tutta la regione un buon rapporto tra zuccheri e acidità. Le previsioni qualitative sono ottime per i bianchi e in particolare per gli aromatici che possono arrivare a picchi di vera eccellenza. Assai interessanti anche le potenzialità dei vini rossi. Il mercato è alquanto riflessivo. L’offerta abbondante ha determinato il calo dei prezzi all’ingrosso valutato mediamente inferiore del 15% rispetto allo scorso anno.


Veneto
Quantità: + 25%


In tutto il Veneto la primavera non troppo calda ha permesso lo sviluppo di una folta vegetazione a cui è seguita una abbondante formazione di grappoli. L’invaiatura e la ma-turazione, così come il germogliamento, sono avvenuti in ritardo, tanto che in tutta la regione l’inizio della raccolta ha fatto registrare un posticipo medio di cinque giorni sui rilevamenti pluriennali e di 15 giorni rispetto allo scorso anno. Diverse grandinate, anche di notevole entità, hanno provocato consistenti danni sia nelle fasce di pianura che in quelle di collina. In tutta la regione l’inizio dei conferimenti è avvenuto nei primi giorni di settembre con le uve di Pinot grigio a cui sono seguite quelle di Pinot bianco e di Sauvignon. Nella prima settima di ottobre in Veneto orientale è terminata la raccolta dei Merlot ed iniziata quella del Prosecco. A seguire sono stati di scena i Cabernet e, per ultime, le uve di Raboso. In Veneto Occi-dentale i conferimenti di Garganega, base dei principali vini bianchi del vicentino, sono avvenuti dal 18 settembre in poi, mentre per le uve base Recioto e Amarone, i due classici rossi veronesi, si è attesa la fine del mese. Ottimo lo stato sanitario delle uve e eccellente la conformazione dei grappoli. Quantitativamente, rispetto al 2003, in tutta la regione l’incremento medio è del 25%. Qualitativa-mente sono ottime le premesse per i bianchi che manifestano finezza, eleganza ed una buona gamma di profumi. Anche per i vini rossi c’è molto ottimismo in particolar modo per quelli ottenuti da uve vendemmiate in ottobre. Per quanto riguarda il mercato c’è molta incertezza, le contrattazioni di una certa importanza sono poche ed alcune varietà hanno avuto un notevole ridimensionamento dei prezzi che ha superato anche il 35% rispetto allo stesso periodo del 2003.


Friuli Venezia Giulia
Quantità: + 20%


Dopo due anni decisamente anomali la cam-pagna viticola 2004 si contraddistingue per un ritorno alla normalità climatica, vegetativa e produttiva. Il ciclo vegetativo, favorito da ideale alternanza di sole e pioggia e di ottimali escursioni termiche, è stato turbato da qualche grandinata che, soprattutto a giugno, ha colpito a macchia di leopardo varie zone della regione provocando spesso danni anche di forte entità. Per quanto attiene lo stato sanitario, qualche apprensione è stata determinata dai problemi di umidità di inizio agosto e fine settembre che, comunque, solo in alcune zone hanno innescato focolai di infezione delle più tipiche ampelopatie della vite. Le uve bianche sono state raccolte a partire dalla fine di agosto, ma le quantità più rilevanti sono state conferite nelle prime tre settimane di settembre. Le uve rosse sono state raccolte a partire dall’ultima decade dello stesso mese. Il clima non ha favorito la formazione di un buon quadro polifenolico. Questo, unito ad una inferiore ricchezza zuccherina ed un maggiore patrimonio acido, ha relegato le uve rosse su un piano di livello qualitativo inferiore rispetto alle bianche. La qualità dei vini bianchi è complessivamente ottima, con profumi primari molto intensi e caratteristici uniti ad una piacevole freschezza acida. Decisamente tipici il Pinot grigio, lo Chardonnay, il Sauvignon, il Tocai friulano e la Ribolla gialla. Per quanto riguarda i rossi, leggermente al di sotto delle aspettative Merlot e Cabernet Sauvignon, mentre interessanti risultano per tipicità il Cabernet Franc ed il Refosco. La vendemmia in Friuli Venezia Giulia si è conclusa alla fine di ottobre con i conferimenti delle uve rosse di Pignolo e Schioppettino e bianche di Ramandolo e di Picolit. I prezzi all’ingrosso sono in flessione con punte che arrivano anche al 30%, sia per i vini a denominazione di origine che per quelli a Igt.


Emilia Romagna
Quantità: +25%


La vendemmia in Emilia Romagna ha avuto un decorso caratterizzato da una fase iniziale molto rallentata, con qualche preoccupazione circa il raggiungimento della completa maturazione. Poi una situazione climatica molto favorevole ha accelerato i processi di accumulo per tutte le varietà consentendo il raggiungimento di buone concentrazioni zuccherine. In Romagna due temporali di forte entità verificatisi il 14 e 24 settembre, con abbondanti preci-pitazioni e raffiche di vento violente, hanno interrotto la vendemmia e causato seri danni ad alcune strutture. In tutta la regione, in generale, le uve sono state conferite alle cantine sane, con grappoli ben formati e sviluppati, bucce abbastanza sottili e quindi resa uva/vino elevata. Le gradazioni zuccherine sono nella norma, con una acidità tendenzialmente più alta. Le operazioni di vendemmia in Emilia si sono esaurite nella terza decade di ottobre con la raccolta delle uve di Lambrusco Gra-sparossa. I riscontri di cantina danno qualità molto buona per Lambruschi e Ancellotta, Malvasia, Pignoletto e Sauvignon. Le varietà più importanti per la Romagna, Sangiovese e Trebbiano, sono state rac-colte quasi nello stesso periodo: dal 25 settembre al 10 ottobre. I riscontri di cantina danno qualità ottima anche per l’Albana. La vendemmia si è esaurita nell’ultima settimana di ottobre con i conferimenti di Cabernet Sauvignon e degli ultimi grappoli di Sangiovese. Dal punto di vista quantitativo l’Emilia Romagna produrrà il 25% in più rispetto la passata campagna. La qualità è assai interessante (in alcune zone un po’ a macchia di leo-pardo) comunque complessivamente più che buona. Le contrattazioni sono scarse ed i prezzi all’ingrosso sono in flessione mediamente del 20% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.


Toscana
Quantità: +25%


L’andamento stagionale è decorso normalmente e con precipitazioni regolari. Pratica-mente ininfluenti le grandinate. Le fasi vegetative della vite (germogliamento, fioritura, allegagione e invaiatura) hanno fatto riscontrare un leggero ritardo rispetto all’epoca normale a causa delle temperature legger-mente al di sotto della media. L’andamento stagionale di agosto e settembre ha mantenuto le stesse caratteristiche dei mesi precedenti con temperature medie complessivamente moderate intervallate da piogge non molto forti se si eccettuano alcune manifestazioni temporalesche verificatesi intorno al 20 di settembre. Dall’ultima settimana di settembre le condizioni climatiche sono state eccellenti, con temperature elevate nella fase di luce e piuttosto contenute nell’intervallo notturno, permettendo una buona maturazione ed il mantenimento di un ottimo stato sanitario. Le uve sono state conferite con acini ben formati, contenuto zuccherino adeguato e forza acida superiore alle previsioni soprat-tutto per Trebbiano e Sangiovese, con particolare riferimento all’acido malico. Le analisi di cantina riscontrano prodotti di vivo interesse: Chardonnay, Cabernet e Merlot dimo-strano grande eleganza, ricchezza di profumi e di colore. Anche per quanto attiene il Chianti Classico, il Nobile ed il Brunello, per i quali la vendemmia si è conclusa negli ultimi giorni di ottobre, si prevedono notevoli soddisfazioni. Per la stragrande maggioranza delle tipologie la fine delle operazioni di rac-colta è avvenuta intorno al giorno 20 di ottobre. I riscontri di cantina danno un incremento quantitativo del 25% rispetto alla ven-demmia 2003 (ai primi di settembre era stimato +15%). I segnali del mercato sono deboli.


Marche
Quantità: + 30%


La vite ha beneficiato di buone condizioni meteorologiche per tutto il periodo vegetativo e solo nei primi giorni di agosto violenti temporali misti a grandine hanno colpito diverse zone della regione senza però creare danni significativi. L’epoca di vendemmia è stata in linea con la media pluriennale. Nella provincia di Ancona i grappoli di Chardonnay sono stati raccolti a partire dai primi giorni di settembre, a metà mese è stata la volta di quelli di Verdicchio e di Passerina base spumante. Do-po il 20 settembre si è proceduto con Merlot, Cabernet e Sangiovese; mentre a fine settembre sono iniziati i conferimenti delle uve Verdicchio dei Castelli di Jesi, Bian-chello del Metauro, Lacrima di Morro d’Alba, Falerio dei Colli Ascolani e Maceratino. In tutte le province la vendemmia è finita negli ultimi giorni di ottobre con la raccolta del Montepulciano. Quantitativamente parlando si stima una produzione del 30% superiore a quella del 2003. Assai interessante la qualità sia per i bianchi che per i rossi. I primi affiancano alla finezza una inusuale ricchezza di profumi. I secondi dimostrano grande equilibrio facendo prevedere un eccellente millesimo. Le contrattazioni dei vini all’ingrosso sono ferme. La tendenza è di un generalizzato ribasso dei prezzi che è mediamente del 20% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.


Lazio
Quantità: +10%


Le condizioni climatiche hanno determinato un ritardo di circa 15 giorni rispetto allo scorso anno, riportando il ciclo vegetativo della vite nella sua media. Le buone condizioni atmosferiche hanno consentito una regolare maturazione delle uve con accentuazione degli aromi e dei profumi. In tutto il Lazio le previsioni qualitative sono ottime sia per i vini bianchi che per quelli rossi. La vendemmia è iniziata a fine agosto con la raccolta dello Chardonnay, è quindi proseguita nella prima decade di settembre con i conferimenti di Merlot, Bellone, Malvasia del Lazio e Trebbiano giallo. A fine mese sono entrati nel pieno i conferimenti di Trebbiano Verde e Malvasia di Candia, e successivamente di Sangiovese, Cesanese e le altre uve a bacca rossa. Le operazioni di raccolta sono entrate nel pieno a fine settembre e si sono esaurite nella seconda decade di ottobre con la raccolta del Montepulciano. La produzione sarà superiore del 10% a quel-la del 2003, con un quantitativo finale di circa 2.700.000 ettolitri di vino. Nel Lazio continuano gli espianti che stanno facendo diminuire sensibilmente la superficie vitata e quindi la produzione totale.


Abruzzo
Quantità: +20%


Le piogge alternate al bel tempo hanno creato una persistente umidità che, tra la fine di giugno e la metà di luglio, ha gene-rato attacchi di peronospora controllata con molta difficoltà dai viticoltori.Su tutto il territorio si è verificato un ritardo nel ciclo vegetativo di due settimane. Le successive condizioni climatiche favorevoli hanno consentito il recupero della matu-razione e la stabilizzazione delle condi-zioni fitosanitarie. La vendemmia delle uve precoci è iniziata alla fine di agosto. Le uve a bacca bianca (Trebbiano, Malvasia, Pecorino) sono entrate in cantina a partire dal 15 di settembre, quelle a bacca rossa (Sangiovese, Montepulciano, Ca-bernet, ecc.) dagli inizi di ottobre.Le uve a bacca rossa sono state conferite in buono stato sanitario, con un discreto corredo fenolico, grappoli ben conformati e acini di dimensione più accentuata rispetto alla norma, con contenuto zuccherino buono anche se più basso di un 5% rispetto al 2003. Discreti risultano l’acidità ed il pH. I riscontri di cantina danno ottima la qua-lità dei vini bianchi per tutte le tipologie già vinificate, mentre per quelli rossi si manifesta una qualità complessivamente buona, ma con poche punte di eccellenza. Quantitativamente parlando si stima una produzione superiore alla scorsa campagna di oltre il 20%. I prezzi all’ingrosso sono in calo: per alcune varietà anche in modo sostenuto.


Campania
Quantità: + 20%


L'andamento meteorologico dell’ultimo periodo stagionale è stato molto favorevole per la maturazione sia delle uve bianche che di quelle rosse. La vendemmia è stata caratterizzata da un posticipo di 10/15 giorni rispetto alla norma. Le prime uve vendemmiate sono state quelle di Fiano del Cilento, di Asprinio dell’Agro Aversano, di Trebbiano e di Malvasia del Beneventano. Dal 5 ottobre sono iniziati i conferimenti di Coda di Volpe del Vesuvio, Falanghina dei Campi Flegrei, Biancolella e Forastera dell’Isola d’Ischia. Nella provincia di Avellino la raccolta e cominciata nella seconda decade di ottobre con le uve di Fiano per proseguire poi con quelle di Greco. L’annata 2004 si presenta con un profilo qualitativo ottimo. I rilievi in vigneto e le prime analisi di cantina fanno prevedere vini bianchi con profumi varietali marcati e con accentuate note fruttate, con una buona struttura ed una gra-devole piacevolezza al palato. La raccolta delle uve rosse di Gragnano, Lettere, Aglianico e Piedirosso della fascia co-stiera e del Vesuvio è iniziata alla metà di ottobre ed è proseguita nelle zone di Solopaca e del Taburno. Le uve Agliani-co dell’avellinese sono state le ultime nella prima decade di novembre. I prezzi delle uve sul mercato sono rimasti inva-riati in gran parte della regione tranne che nella provincia di Avellino dove si riscontra una diminuzione del 5% rispetto al 2003. I vini del Vesuvio fanno registrare un’impennata del 20% per la minore produzione.


Puglia
Quantità: + 20%


La vendemmia è iniziata in condizioni climatiche incerte, con precipitazioni e grandine che hanno colpito alcune aree del nord, del sud-ovest e del sud-est della Puglia. Verso metà settembre, con un ritardo di oltre 20 giorni rispetto al 2003 e di una settimana rispetto alla media pluriennale, sono state conferite le uve di Trebbiano e Malvasia bianca. Si è quindi continuato con le altre varietà autoctone: Bombino Bianco e Pampanuto dell’area Castel del Monte e Moscato di Trani. Alla fine del mese si è proceduto con Verdeca, Bianco d’Alessano, Fiano Minutolo dell’area della Valle d’Itria. La vendemmia delle uve Primitivo (area di Manduria e Sava nella provincia di Taranto) è iniziata i primi giorni di settembre. Nell’alto e basso Salento i conferimenti hanno avuto inizio a metà mese con le varietà Negroamaro e Malvasia nera: anche in questo caso l’andamento stagionale non propizio ha influito sullo stato sanitario delle uve. Nella seconda decade di settembre è stata la volta dei Merlot e dei Sangiovese seguiti da Cabernet e Montepulciano. I conferimenti delle uve Bombino Nero, Nero di Troia, Montepulciano, Aglianico nella zona di Castel del Monte si sono susseguiti nella seconda quindicina di ottobre. I primi riscontri di cantina evidenziano delle buone gradazioni alcoli-che per i vini rossi; i bianchi risultano ben strutturati con una acidità evidente e un ottimo corredo aromatico varietale. I prezzi all’ingrosso stanno subendo una contrazione che per alcune tipologie supera il 30% rispetto allo scorso anno.


Sicilia
Quantità: + 5%


Nel 2004 l’andamento vegetativo della vite ha registrato fasi alterne. Infatti si sono verificate abbondanti piogge nel corso dell’anno che hanno determinato attacchi di peronospora, di oidio e di cicalina e che hanno successivamente rallentato perfino le operazioni di vendemmia. La primavera piovosa e l’estate mite non hanno contribuito ad una regolare maturazione dei grappoli, tanto che molte uve che in alcune zone vengono raccolte a fine agosto (Grillo, Insolia, Nero d’Avola, Merlot, Cabernet) si sono vendemmiate ad ottobre. I riscontri di cantina danno comunque uve con buona resa, caratterizzate da gradazione zuccherine non eccessive ma interessanti e affiancate da una discreta forza acida. La produzione è aumentata soltanto del 5% rispetto a quella dello scorso anno (che fece registrare 6.550.000 ettolitri di vino). Scarse le contrattazioni, sia per i vini da tavola che per i vini ottenuti da varietà alloctone. Decisamente in flessione i prezzi (unica eccezione lo Chardonnay) che per Cabernet, Merlot, Sirah fanno registrare decrementi che superano anche il 35% sull’ultima vendemmia.


Sardegna
Quantità: + 20%


Quest’anno le abbondanti piogge invernali e primaverili hanno favorito un buon germogliamento, uno sviluppo vegetativo regolare ed un’ottima cacciata. Durante la primavera si sono però verificati virulenti attacchi di oidio e di peronospora i cui danni sono stati relativi ma evidenti. La freschezza del terreno e le ottime condizioni climatiche hanno favorito una maturazione regolare e garantito le premesse per un’annata di vivo interesse per tutta l’isola. In Sardegna la vendemmia è risultata ritardata di circa 20 giorni ed è iniziata a metà settembre con la raccolta delle uve di Vermentino a cui hanno fatto seguito, nei primi giorni di ottobre, quelle di Cannonau, Torbato e Nuragus. Il pieno della raccolta si è avuto a fine settembre, periodo in cui si sono concentrati i conferimenti della maggior parte delle varietà. I riscontri di cantina confermano una produzione ai massimi livelli qualitativi, complessivamente ottima con diverse punte di eccellente. Quantitativamente a fine agosto si prevedeva una produzione superiore del 5% rispetto a quella del 2003; oggi, a conferimenti avvenuti, si registra un incremento del 20%, per un totale di poco più di 1.000.000 di ettolitri di vino.


 

La vendemmia nei Paesi dell'Unione Europea

Nel 2004 i Paesi produttori dell’Unione Europea, a cui si sono aggiunti Cipro, Malta, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Ungheria, produrranno globalmente circa 193 milioni di ettolitri di vino.

Francia - La produzione globale (cioè comprensiva di vino e dell’eventuale destinazione per mosti, succhi d’uva e cali di concentrazione) per il 2004 è stimata intorno ai 57,5 milioni di ettolitri, un quantitativo superiore del 21% rispetto al 2003 (47,5 milioni di ettolitri) e del 10,5% in più se riferito a quello del 2002 (52 milioni di ettolitri).

Spagna - Si stima una produzione di 50 milioni di ettolitri (comprensivi di vino e dell’eventuale destinazione per mosti, succhi d’uva e cali di concentrazione). Un quantitativo superiore del 5,5% rispetto a quello dello scorso anno (47,3 milioni di ettolitri) e del 22,5% se riferito alla media degli ultimi cinque anni (40,8 milioni di ettolitri).

Germania - Quest’anno si prevede una produzione 10,5 milioni di ettolitri di vino, un quantitativo superiore di oltre il 26% rispetto a quello dello scorso anno (8,3 milioni di ettolitri) e del 9,5% se riferito alla media degli ultimi 10 anni (9,6 milioni di ettolitri). Come sempre quasi tutta la produzione sarà a Vqprd.

Portogallo - I rilievi danno un quantitativo superiore del 4,5% rispetto a quello della passata campagna (7,3 milioni di ettolitri). Si stima quindi una produzione di 7,6 milioni di ettolitri di vino, superiore del 5% rispetto alla media degli ultimi 5 anni (7,3 milioni di ettolitri).

Grecia - In questa nazione si produrranno circa 4,5 milioni di ettolitri di vino, un quantitativo superiore del 16% rispetto a quello dello scorso anno (3,9 milioni di ettolitri) e del 23% rispetto alla media degli ultimi 10 anni.

Ungheria - Si stima in questo nuovo Paese aderente all’Unione Europea una produzione di circa 4,8 milioni di ettolitri di vino, superiore di ben il 26% rispetto a quello della vendemmia 2003 (3,8 milioni di ettolitri).

Austria - La produzione risulta in linea rispetto a quella del 2003 e alla media degli ultimi 5 anni. Si ipotizzano infatti poco più di 2,6 milioni di ettolitri di vino.

Si ritiene che gli altri Paesi dell’Unione Europea (Belgio, Cipro, Lussemburgo, Malta, Regno Unito, Repubblica Ceca, Slovacchia e Slovenia) possano produrre nel 2004 circa 2,3 milioni di ettolitri di vino, così ripartiti: Belgio 2.000, Cipro 300.000, Lussemburgo 160.000, Malta 70.000, Regno Unito 18.000, Repubblica Ceca 550.000, Slovacchia 500.000, Slovenia 700.000.