9 e 10 settembre 2000 - Tutti a Custoza per il suo Bianco

di Lucio Mazzi

Assaggiato?!? L'abbiamo vendemmiato, l'abbiamo odorato, gustato, bevuto.
Valutato, votato, premiato. Ne abbiamo parlato e sentito parlare... come Superiore, come Passito come Barricato... Dopo due giorni, questo vino era diventato qualcosa di più che famigliare. Un vecchio amico.
Ce l'hanno presentato ancora sulla vite, mettendoci una cesoia in mano e invitandoci a vendemmiare. E noi a raccogliere profumati grappoli di Bianca Fernanda (una delle uve con cui il Custoza si fa), cercando di metterne più nelle casse che in bocca (è un uva strepitosamente buona). Poi ce l'hanno fatto assaggiare, dorato nel bicchiere.
E da quel momento non ci ha più abbandonato. A pranzo sul prato della splendida Villa Medici, con agnolotti (no, noi bolognesi non riusciremo mai a chiamare tortellini la pur ottima pasta ripiena di Valeggio), riso alla salsiccia, minestrone e carne alla brace (eh, un bianco con la costata alla griglia: si può? Non si può? Noi l'abbiamo fatto: è andato giù). E poi a... merenda
(nella meravigliosa "versione" passito barricato della cantina Monte del Frà). E poi a cena con gli agnolotti (ancora), splendide pappardelle all'anitra, riso alle erbette, filetto di manzo (eh, un bianco con il filetto: si può? Non si può? Noi l'abbiamo fatto: è andato giù), gelato...
E poi la mattina dopo, ancora passito da gustare e valutare. E poi di nuovo in cantina e ancora a pranzo...
Forse troppo? Beh, Mister Bianco era l'ospite d'onore della "due giorni": giusto che gli fossero riservate tutte le attenzioni del caso. Magari non l'esclusività sulla tavola, ma è stata anche una buona occasione per svincolarci da certe regole troppo rigide che prevedono per bianchi e rossi abbinamenti indissolubili e indiscutibili. Poi qualcuno che anelava ad un rosso per il suo filetto c'è stato (magari un Bardolino, per restare in zona), ma per una volta è stato anche interessante concederci questa inaccettabile (per i puristi) "trasgressione".