Vini e territorio del Garda Classico

Escursione nella gastronomia tradizionale della Valtenesi

di Andrea Dal Cero e Umberto Faedi

Il tempo non promette bene al momento di partire per Salò. E’ il primo venerdì di settembre, ma sembra che da un momento all’altro ci caschi in testa l’inverno. Arriviamo verso sera, giusto in tempo per smollare i bagagli in albergo, salutare i vecchi amici e colleghi e incontrarne di nuovi. Andiamo a conoscere più da vicino alcune delle aziende che fanno parte del Consorzio del Garda Classico Ente Vini Bresciani. Su un pulmino raggiungiamo Casapasini a Raffa di Puegnago. L’azienda è grande e la cantina sembra non aspettare altro che la nuova vendemmia. Diego Pasini, il titolare, ci guida tra i tini spiegandoci la difficile fermentazione del Chiaretto, che qui chiamano anche "vino di una notte" perché può raggiungere all’improvviso la giusta intensità di colore e costringe i cantinieri a stare svegli a turno per poterlo togliere dalle bucce velocemente e al momento giusto. Passiamo agli antipasti e agli aperitivi. La signora Jose, moglie del titolare, ci fa da guida in un salone dove ci servono verdurine pastellate, focaccine, bruschette con formaggio fuso, spiedini di lumache e robiola con olio extravergine del Garda. Assaggiamo un buon Brut Ceppo 326, il Chiaretto di cui si era discusso prima ed un Riesling Renano da cui decidiamo di non separarci più per tutta la serata. A tavola, le cotiche nella pasta e fagioli sono così sottili che sembrano fettine di cipolla; ci beviamo un Groppello del ‘97. Con il luccio alla barcarola servono il Chiaretto, ma noi lo alterniamo al Riesling di cui sopra. La formaggella della Valtenesi e il nostrano di Tremasine ce li abbinano ancora con il Groppello. Come dessert viene servita una specie di torta di mele che anticamente veniva impastata con residui di polenta e che qui chiamano "chisol". Ci sorseggiamo lentamente un uvaggio di Trebbiano e Chardonnay chiamato Brinat, ottenuto con la surmaturazione sulla pianta: molto buono. Torniamo sul lago a notte ormai fonda. Piove in maniera esagerata a Puegnago, la mattina seguente, mentre il sindaco Sergio Leali ci racconta la storia del suo Comune e le origini della fiera, che è il vero motivo per cui siamo qui.

La manifestazione giunta alla sua 22° edizione, ha l’intento di promuovere i prodotti dell’agricoltura e dell’artigianato della Valtenesi e del Garda Bresciano. Grande rilevanza, all’interno della rassegna, hanno i vini locali: infatti nei giorni della fiera è allestita una corte degli assaggi del Groppello, una grande degustazione gratuita di vini accuratamente selezionati, un padiglione con le specialità tipiche della cucina contadina e il concorso interregionale delle grappe. E’ giovane, questo sindaco, come è altrettanto giovane il presidente della Fiera, Paolo Pancera, che ci avrà tutti ospiti per pranzo nella azienda agricola della sua famiglia. L’azienda di Pancera si chiama Masserino ed è suo padre, il dottor Emilio Alberto, che ci fa gli onori di casa. Dopo la visita in cantina, tutti a tavola. Salumi locali e fontina tipica tanto per cominciare, pesce di lago tra cui ricordiamo volentieri il coregone marinato con le erbette proposto con un Chiaretto che abbiamo gradito assai, verdure fresche in abbondanza che andavano benissimo con il Riesling e la torta "sbrisolona".

Il tempo si è rimesso al bello e nel pomeriggio, per digerire, quasi tutti finiamo al Vittoriale che si dimostra, al contrario, veramente indigesto.

Arriva la sera e si risale sul pulmino: si va a cena. Localino tipico, quasi elegante, a Raffa di Puegnago. E si ricomincia: antipasto misto locale, gnocchi di pane con erbe e basilico, una selezione di secondi piatti contadini tradizionali delle feste (da cui viene di pensare che i villani non se la passassero poi tanto male da quelle parti) innaffiati dai vini del Garda Classico Bresciano. La mattina seguente, taglio del nastro per la fiera di Puegnago. Tutto il paese è in festa e la gente si gode la giornata ancora estiva. Dalla piazza si domina il lago: la veduta è bellissima. Non a caso questo posto è chiamato anche "la terrazza sul Garda". Il sindaco Leali, assieme alle cariche pubbliche presenti, consegna premi ed attestati di merito. I produttori di vino fanno la parte del leone Anche tutti i settantenni del paese, per vecchia tradizione, vengono premiati ed applauditi. La cerimonia di apertura della manifestazione si protrae fino all’ora di pranzo. Siamo all’apoteosi: all’interno di un’immensa tensostruttura, sotto un sole cocente, ci rimettono a tavola. Si ricomincia, per chi è ancora in grado di farlo, col risotto con salsiccia, pennette con il somaro, grigliata mista con la polenta, e via di questo passo. Cominciamo a cedere paurosamente. E’ stato di sicuro interessante e piacevole venire a conoscere questa realtà, ma è proprio arrivato il momento di tornare a casa.

Un momento dell’inaugurazione della fiera di Puegnago

I Vini del Garda Classico

Garda Classico Bianco - Colore paglierino, si presenta trasparente e lucido. Profumo articolato su toni floreali con significativo ricordo dell’aroma dell’uva. Al gusto è secco, fresco e attraente. Si abbina a pesce di lago, crostacei e frutti di mare, minestre di riso e sformati di verdura.

Garda Classico Chiaretto - Vino delicato in ogni suo aspetto, si distingue per il colore rosa con riflessi violacei e per il gradevole bouquet. Ha sapore morbido e deciso, quasi salato e con note che ricordano la mandorla. Si accompagna ottimamente a piatti leggeri come antipasti con verdure, pesce di lago e carni bianche. Va gustato entro l’anno successivo alla produzione.

Garda Classico Groppello - Ha colore rosso brillante, con un profumo delicatamente fruttato. Si presenta al gusto con sapore asciutto, sapido e strutturato, ma gentile grazie soprattutto ad breve processo di affinamento. Si sposa con carni rosse, arrosti, salumi e formaggi freschi o stagionati, purché non particolarmente saporiti.

Garda Classico Groppello Riserva - E’ di colore rosso rubino intenso, con profumi speziati ed ampi. Ha sapore vellutato, sapido e rotondo, giustamente tannico e con fondo ammandorlato, a volte con lievi sentori di legno. Arrosti, spiedi, stracotti e selvaggina sono l’ideale abbinamento per questo vino dal forte carattere.

Garda Classico Rosso e Rosso Superiore - Il colore rosso rubino, intenso e brillante svela all’olfatto il caratteristico profumo vinoso che riesce a mantenere note delicate ma persistenti. Il gusto sapido cela un fondo piacevolmente amarognolo. L’invecchiamento conferisce agli intensi toni rosso rubino del Superiore sfumature tendenti al granato e un profumo fragrante. Il sapore asciutto è divenuto ora più severo e rotondo. il Rosso si abbina a piatti con base di carni rosse, arrosti ed umidi, selvaggina da piuma e formaggi stagionati. Il Rosso Superiore trova la sua massima esaltazione con brasati, grigliate miste e selvaggina da pelo.