STAI (Società Turismo Area Imolese)

L’eductour organizzato nella giornata del 16 settembre aveva l’obiettivo di far conoscere alla stampa specializzata questa porzione di territorio che comprende dieci comuni ubicati nel comprensorio imolese e le aree situate lungo la Via Emilia, la pianura e le vallate del Santerno e del Sellustra ed i soggetti pubblici e privati che hanno costituito la STAI (Società Turismo Area Imolese). Questo consorzio intende promuovere e sviluppare tutte le potenzialità turistiche ed imprenditoriali di questa zona, che si trova in posizione strategica e facilmente raggiungibile da ogni parte d’Italia data la sua vicinanza con il capoluogo. Il golf club Le Fonti di Castel San Pietro Terme, di proprietà del comune, ha dato il benvenuto ai partecipanti con un breve briefing nel corso del quale il sindaco di Castello, Graziano Prantoni, il presidente della STAI Raffaello De Brasi, l’assessore alla cultura del comune di Imola Walter Galavotti e l’assessore provinciale all’agricoltura Nerio Scala, hanno illustrato aspetti e scopi dell’educational. Un coffee-break ha preceduto la partenza in pullman per Imola. La visita alla Rocca Sforzesca recentemente restaurata e alle sue collezioni di armi e ceramiche, queste ultime recuperate dai pozzi situati all’interno della fortezza, hanno preceduto un giro a piedi che ci ha portati alla biblioteca comunale ubicata nell’ex convento di San Francesco. Arricchita nel corso dei secoli da donazioni di collezioni private, il suo patrimonio è costituito attualmente da circa 80.000 volumi e manoscritti. Particolarmente interessante e gradita la sosta a Palazzo Monsignani che ospita una raccolta di tastiere, clavicembali, spinette, fortipiano e pianoforti probabilmente unica nel suo genere. Questi strumenti sono stati trovati da un appassionato che ha profuso tempo e soldi alla ricerca di queste chicche; anche in questo caso il connubio pubblico e privato pare funzionare bene, se è vero che importanti industrie giapponesi del settore musicale hanno più volte fatto pervenire offerte miliardarie per comprare l’intera collezione: un peccato non andare a vederla.

Ancora a piedi per il centro e siamo arrivati all’Osteria del Vicolo Nuovo per una "colazione di lavoro" come recitava il menu preparato per l’occasione. Un’insalata di crostini al formaggio caprino, noci ed erbe di campo si è abbinata piacevolmente ad un Malise di Umberto Cesari servito a giusta temperatura. Il primo piatto di stricchetti di pasta fresca con erbe aromatiche, pinoli tostati e ricotta stagionata è arrivato assieme ad un Sangiovese di Romagna 1998 dell’Azienda Agricola Castelluccio che ha accompagnato anche la spalletta disossata di agnello al Sangiovese balsamico guarnita con patate al forno. Profumato e di buon corpo il vino, indovinato l’abbinamento. Una torta di carote e mandorle con crema ghiacciata ha un pochino sovrastato l’Ambra 1998 Albana di Romagna Passito di Villa Spadoni che è risultato al palato leggermente corto e dal profumo tenue. La visita alla pinacoteca con l’Anteprima della mostra di Tonino Gottarelli, il cui catalogo è stato curato da Vittorio Sgarbi, ha concluso il giro per la città. Una piccola coincidenza: la pinacoteca si trova proprio di fronte al ristorante San Domenico. Siamo quindi risaliti sul pullman che ci aspettava per portarci a Dozza, dove ci attendevano i murales della biennale del Muro Dipinto, manifestazione a livello internazionale che si ripete con successo dal 1960. Un poco affaticati dal saliscendi delle strade della cittadina medievale, siamo approdati alla Rocca dei Malvezzi, sede dell’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna. Una degustazione che fungeva da aperitivo allestita nel wine-bar ci ha fatto apprezzare alcuni vini del circondario, ma anche un interessantissimo Ortrugo piacentino. Altri quattro passi e ci siamo seduti ai tavoli del ristorante La Bistrot (che ci azzecca questo nome a Dozza?) dove abbiamo cominciato con una terrina di carni bianche, verdure e chicchi d’uva abbinata ad un Bianco Colli di Imola - DOC di recente istituzione - de La Bruciata e da un Santa Caterina Pinot Grigio ’98 di Fantinel che non legavano più di tanto con questo piatto strano e non troppo indovinato. Tortelloni ai pomodori e un’altra minestra che non ho assaggiato sono stati sovrastati da un Sangiovese Superiore ’99 di Villa Spadoni persistente e profumato che ha accompagnato anche il secondo: un misto di petto di tacchino, arrosto di vitello, fagottino ai funghi e verdure miste. Il concerto finale della rassegna "Da Bach a Bartok, con musiche di Astor Piazzolla interpretate dal Quartetto Vox 900 ha segnato la fine di questa giornata, anche se al ritorno al golf club di Castel San Pietro era ancora in corso la cena organizzata per la presentazioni delle Manifestazioni Apistiche 2000.