Con l’ottenimento
della Nuova Direttiva Comunitaria
l’Italia ha salvato
i requisiti minimi di prodotto del miele


Mc Cola-Miele… No grazie!
Io amo il miele buono.
Scelgo Vergine Integrale!


Con il riconoscimento
di Specialità Tradizionale Garantita
per il Miele Vergine Integrale
l’Italia può affermare
il percorso del miele di qualità

SETTEMBRE 2000

Come tutti i prodotti della natura anche il miele è soggetto a differenti livelli qualitativi a secondo della freschezza, dell’origine territoriale e botanica, dei processi e delle attenzioni di produzione e lavorazione.

Nel mercato mondiale, generalmente, è proposto ai consumatori miele con queste caratteristiche:

  • Mancata informazione sull’origine botanica

Mieli di varia origine e qualità vengono lavorati e miscelati per ottenere un prodotto con i requisiti di gusto, aroma, colore ritenuti più "opportuni e graditi dai consumatori".

  • Informazione mancante sulla provenienza geografica (omettendo sovente, addirittura, il continente o paese d’origine)

I mieli sono acquistati, sul mercato mondiale, là ove è più conveniente per l’importatore e quindi vengono miscelati ed "assemblati" secondo la "ricetta" della marca. La confezione proposta al consumatore è costantemente indistinta ed indistinguibile, con un’immagine similare a quella di un qualsiasi prodotto dell’industria agroalimentare.. Il miele, al contrario, si distingue per la sua pressoché infinita varietà e ricchezza.Sovente il consumatore è indotto a confondere quale origine geografica del miele la sede dello stabilimento di confezionamento.

  • Stato fisico "fluido"

La miscela di mieli è sottoposta a trattamenti termici, tali da impedire il processo di cristallizzazione di quegli zuccheri nobili che assumerebbero naturalmente lo stato fisico solido

E’ ovvio, ed innegabile, che il trattamento ad alte temperature, anche per tempi limitati, non giova alla conservazione degli elementi vitali insiti nel miele. La forzata conservazione dello stato fluido altera radicalmente la percezione organolettica e l’approccio gustativo.

  • Parametri di "scadenza" prolungati

I valori per determinare il periodo di durata e la data di consumo preferenziale consentono un tempo medio di commercializzazione notevole e prolungato.

  • Offerta di un prodotto indifferenziato, senza origine, senza storia e varietà.

Una proposta appiattita sullo scarso, se non nullo, livello di conoscenza del prodotto.

Secondo l’assunto (dei vari uffici marketing) per cui il consumatore predilige il miele fluido di colore chiaro, si provvede a "costruirlo".

Si crea, nel cliente finale, l’attesa e la conseguente domanda di un prodotto "naturale" allo stato fluido quando in natura ciò non esiste: infatti, solo alcuni mieli monoflora (quali acacia e castagno) per i loro specifici requisiti di composizione, si conservano, generalmente, nel tempo allo stato fluido.

In definitiva nel mondo non esiste una cultura ed una proposta del miele, diffusa e condivisa, che ne valorizzi le caratteristiche qualitative intrinseche e neppure si è sviluppata una tecnologia produttiva che ne salvaguardi la qualità.

In Italia, e solo in Italia, si è sviluppata una proposta per la produzione e commercializzazione del miele unica al mondo.

La Tradizione qualitativa italiana affonda le proprie origini nel secolo scorso, formalizzata nel 1982 in una specifica dizione merceologica, da sempre contrastata dalla lobby industriale

La dizione Miele Vergine Integrale, coerentemente con l’antica attenzione e cultura mediterranea, ha affermato un percorso, proposto dagli apicoltori e scelto da milioni di consumatori italiani, fondato su precisi e forti elementi di qualificazione:

Vergine e Fresco

parametro di freschezza inferiore alla norma di oltre un terzo, con un valore di soglia di commercializzazione tale da imporre il circuito commerciale veloce.

Integrale

integro e ricco così come ce lo donano le api, non sottoposto a trattamenti termici a temperature superiori a quelle presenti in natura, nell’alveare, tali da modificarne lo stato fisico, organolettico ed i vivi apporti nutrizionali.

di Qualità

con caratteristiche organolettiche e qualitative corrispondenti ai fiori ed alla zona di provenienza,

con contenuto in acqua ridotto, rispetto ai valori della normativa. Solo i mieli frutto di attenzione e cura, prodotti utilizzando arnie particolari con favi dedicati unicamente all’immagazzinamento del miele, rientrano in tali parametri.

Non " un miele" ma "I Mieli":

il diritto di conoscere e scegliere il miele a seconda dell’origine territoriale e botanica.

Non esiste un solo miele, ma tanti quante sono le piante e le possibili combinazioni tra loro. Una tavolozza infinita di colori, profumi e sapori.

Tipico e Monoflora

con precisa determinazione dei parametri distintivi dei diversi mieli uniflorali.

Sotto tale profilo, ancora per lungo tempo, l’uniformazione comunitaria non tutelerà il consumatore e spetta all’Italia di aprire e battere il percorso della differenziazione oggettiva della materia prima.

D’origine

Tale dizione è, infatti, riservata ai migliori mieli d’origine nazionale e comunitaria.

Ecologico

L’acquisto di miele quale sostegno al quel territorio.

Il miele quale parte del territorio da cui deriva e la possibilità per il consumatore di sostenere l’opera d’impollinazione svolta dalle api su quella determinata zona, quale contributo concreto a preservare la varietà botanica e la qualità ambientale di quel territorio.

Garantito

Con un consorzio di tutela: a garanzia della gestione, promozione e difesa della denominazione.

In definitiva il ribaltamento totale d’ottica che toglie il mercato dall’interessata tutela dell’industria agroalimentare e delle multinazionali per porre al centro dell’offerta e della domanda il diritto del consumatore a conoscere e scegliere.

La domanda di riconoscimento di Specialità Tradizionale Garantita per il Miele Vergine Integrale sarà a breve al vaglio della Commissione Ue.

Gli industriali, confezionatori ed importatori di tutta Europa lanciano il loro grido di battaglia contro il miele di qualità italiano:

" il miele è miele punto e basta –

a garanzia della sua qualità c’è la serietà della marca commerciale, distributiva ecc…"

E’ una logica che:

  • nega la varietà e la specificità delle produzioni agricole,
  • nega al consumatore informazioni essenziali,
  • delega tutte le garanzie alla Marca,
  • si pone in stridente contrasto con la richiesta crescente, da settori sempre più grandi di consumatori, di poter effettuare le proprie scelte d’acquisto a partire da elementi qualitativi riconosciuti e garantiti e non solo sulla base del prezzo.

Per vino, formaggi, olio d’oliva l’informazione ed il conseguente diritto di scelta del consumatore sono, oramai, pratica acquisita e consolidata, quantomeno in Italia.

Questo processo stenta ad estendersi ad altri paesi ed all'insieme dei prodotti agricoli ed alimentari.

E’ contrastato, anche nel nostro paese, dai tanti Simil McDonald’s che dall’omologazione, dall’appiattimento dei livelli qualitativi, dalla trasformazione delle derrate agricole in "confezioni industriali" senza anima e storia, dall'assenza di conoscenza e di cultura condivisa traggono i loro lauti profitti.

Gli apicoltori e le loro associazioni, le istituzioni e le forze politiche, le associazioni ambientaliste, gli enti locali, le associazioni del gusto e dei consumatori, le confederazioni agricole, la cultura mediterranea che hanno ottenuto una Direttiva per il miele radicalmente modificata si battono, oggi, per ottenere il dovuto riconoscimento comunitario per il Miele Vergine Integrale

Unione Nazionale Associazioni Apicoltori Italiani
(U.N.A.API.)
Sede operativa: Strada Tassarolo, 22 – Novi Ligure (AL)
tel. 0143 323778 – 0335 6279401 – Fax 0143 314235
E mail: frapane@tin.it


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