Jimmy Villotti

Il vino proposto come una lavatrice

a cura di Umberto Faedi

Non sono un gran bevitore, ma quando bevo mi piace bere bene.
Il vino lo compro in enoteca scegliendo prodotti di alta qualità.
Ad un vino dozzinale preferisco la minerale. Mi piacciono i vini fermi e strutturati, generalmente rossi anche se non disdegno assolutamente i bianchi secchi e pieni di carattere.
I frizzanti di ogni genere mi fanno bruciare lo stomaco. Mi tengo alla larga dal vino sfuso servito al ristorante come "vino della casa"; forse sbaglio però, ripensando alle tante tournees con Paolo Conte, che si lasciava sempre prendere da queste proposte intriganti con pessimi risultati, non mi sento di fare altrimenti. Spero che anche lui sia diventato più accorto. Spesso ai più giovani, con la complicità del produttore e dei gestori dei locali, vengono proposti vini che andrebbero bene tuttalpiù come colluttorio. E loro si ribellano: si fanno vodka aromatizzata alla frutta, tequila, whiskey, e tantissime birre. Bevono male a causa della poca abitudine al buono. C’è poi da considerare che il bere bene implica il vivere bene e, spesso, lo spendere molto. I ragazzi non hanno la possibilità di investire i loro soldi in bottiglie di pregio ma che finiscono subito; di solito prendono dei bottiglioni da 4 o 5 mila lire che durano di più. Comunque non voglio assolutamente dire che poi ci si sballino, la loro è unicamente una scelta per ridurre i costi e risolvere la serata con il minimo danno possibile. Non sono poi sfigati come sembrano: gli adulti ed i media si fermano alla superficie, io che li frequento posso dire che sotto qualcosa c’è.
Può anche capitare che uno di loro si faccia un fiasco e poi si schianti, penso però che, sempre che succeda, sia una vera eccezione. Il vino non è una bevanda aggressiva come i frequentatori della notte in discoteca e della velocità richiedono. Loro al vino non ci pensano nemmeno. Non gli arriva proprio. Anche l’immagine del prodotto viaggia al di fuori dei loro pensieri. Chi produce vino dovrebbe riflettere anche su questo invece di offrirne una visione spesso trita e vergognosa.
E’ perdente cercare di vendere vino proponendolo come se fosse un pandoro o una lavatrice.

Jimmy Villotti